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Ad onor del vero, a parlare della Verona che fu, attraverso molti suoi a-

spetti noti e meno noti, è stata - recentemente - una persona sola:

l’illustre prof. Maurizio d’Agostico, fortemente impegnato in capo cultu-

rale, soprattutto dal pun-to di vista storico ed artistico.

Ci sono sate due serate alla sede del Fogolar Furlan di Verona: cui ne

seguiranno altre, perché sono così tante le occasioni per illustrare la cit-

tà di Verona, ricchissima di storia, che per fare un lavoro valido do-

vremmo assumere a tempo… indefinito il prof. D’Alessandro.

Le due serate in questione hanno avvinto in modo particolare gli attenti

spettatori, attratti dalle centinaia di immagini d’epoca (cartoline e o fo-

tografie) che riprendevano la città nei secoli scorsi. Immagini d’insieme,

panorami dalle colline circostanti, palazzi, angoli della città: tutta una

serie di particolari che descrivevano la storia della città.

Il prof. D’Alessandro è uno studioso particolarmente attento e curioso;

egli conosce infiniti particolari di vita e del lavoro di Verona; ha fatto

ricerche di ogni tipo e ci ha riportato una serie di notizie una più interes-

sante dell’altra.

Un vero piacere ascoltarlo e partecipare con lui alla riscoperta della città

scaligera.

Le due serate, succedutesi a breve distanza nel mese di marzo, hanno

riguardato: la “

Verona Romana

” e “

Un teatro che non… c’èra

”, cioè il

Teatro Romano. Il metodo di presentazione è stato quello usuale adot-

tato dall’illustre studioso, cioè la proiezione di immagini e l’immediato

commento di quanto appariva sullo schermo.

Ecco quindi i palazzi romani con le loro funzioni e caratteristiche: l’A-

rena, il Campidoglio, le mura con le relative porte, l’Arco dei Gavi, i

ponti dell’epoca, l’accampamento della legione romana e così via.

Questo relativamente alla prima serata.

Nella successiva s’è parlato del “Teatro che non c’era”, cioè il Teatro

costruito ai piedi del colle di San Pietro, che nel tempo scomparve alla

vista e poi riportato alla luce con una serie di lavori che hanno richiesto

notevoli sforzi e rilevanti ed insistenti lavori..

Le immagini proiettate e commentate con scioltezza e dovizia di parti-

colari discendono da cartoline d’epoca e fotografie del tempo che fu,

capaci di rilevari particolari ormai scomparsi o dimenticati.

Il disegno qui sopra rappresentato, di Gianni Ainardi, mette il luce una

ricostruzione di quello che poteva essere il Teatro Romano, con i due

ponti in pietra. I presenti sono stati affascinati e già si preparano per il

prossimo impegno, il 14 aprile: “Verona fluviale”. Non mancate!

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La Vos dal Fogolâr____________________________________________________________________________________________________________________

Parliamo un po’ di Verona antica

, di R. R.