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Ancora una volta il Presidente del Fogolâr di Verona, sig. Ottocento, ha
tirato fuori dal cilindro una giornata particolarmente piacevole: la visita
ad un’abbazia benedettina di grande storia, a Praglia, oggi centro di
rilievo nel settore del restauro dei libri antichi, la visita ad una mostra
pittorica di grido ed infine una puntata al Museo del Gioiello di Vicenza.
Un po’ delusi per le condizioni del tempo “pessime” saliamo sul-
l’autobus che ci porterà all’Abbazia di Praglia e poi a Vicenza.
Subito l’aria festosa del gruppo, come sempre ben affiatato, ha fatto
dimenticare le avversità climatiche ed ha portato la sobrietà che distin-
gue le giornate di svago. Tutti sono “carichi” e ansiosi di vedere.
Durante il tragitto il prof. Gianni Lollis, che ci accompagna, ben sapendo
di non potersi soffermare molto, per via dei tempi ristretti, davanti alle
opere esposte, ci ha illustrato con sapienza e ricchezza di particolari
quanto avremmo visto all’interno dell’Abbazia, successivamente.
Arrivati a Praglia, siamo accolti da un cordialissimo monaco, anziano,
ben preparato ed a piena conoscenza della storia dell’Abbazia.
L’Abbazia di Praglia è un monastero benedettino sito nel comune di
Teolo (PD) in prossimità di Abano Terme. Fu fondata nel 1080 per
l’ordine Benedettino ed era inizialmente conosciuta come “
Pratalia
”. Fu
ricostruita e ristrutturata a partire dal 1469, con la successiva aggiunta
della “
Chiesa dell’Assunta
”. Fu soppressa da Napoleone, nel 1810, e
ripristinata da Francesco I d’Austria, nel 1834. Fu in questa abbazia che
Antonio Fogazzaro ambientò alcune parti del suo romanzo “Piccolo
mondo moderno”. Oggi, l’Abbazia è sede della Biblioteca nazionale, è
un importante centro per il restauro di volumi antichi ed è Monumento
nazionale. In essa operano un Abate ed una Comunità di una quaranti-
na di monaci molto preparati.
Una volta entrati, attraversando i vari chioschi (il Botanico, il Rustico, il
Pensile), il monaco guida ci ha spiegato la loro funzione ed il conse-
guente utilizzo. Ma il maggior interesse dei visitatori si è dimostrato alla
visita della Biblioteca Antica, che attualmente si occupa anche dei testi
antichi custoditi. Infine abbiamo visitato la chiesa Abbaziale dove, al
riparo del vento gelido esterno, il bravo e sapiente monaco ci ha descrit-
to, con grande conoscenza di particolari la vita monacale e la storia
dell’Abbazia nei secoli passati. Uscendo molti si sono fermati nell’Er-
boristeria gestita sapientemente dai monaci, ben fornita, per acquistare
creme e tisane benefiche per tutti i gusti ed esigenze.
Risaliti sull’autobus e partiti per
Vicenza, il prof. Lollis ha comple-
tato l’illustrazione della mostra
che avremmo visitato e cosa ci
sarebbe stato esposto.
Giunto a Vicenza, il gruppo si è
diviso in due e, dopo un rassicu-
rante spuntino libero, il primo -
accompagnato dal prof. Lollis - si
è diretto alla Basilica Palladiana,
sede della mostra, mentre il se-
condo si apprestava a visitare il
Teatro Olimpico.
Subito all’ingresso della mostra si
notò l’importanza delle opere e-
sposte che ci accingevamo a conoscere grazie alla nostra abile guida.
La mostra prevedeva la visione di 113 opere, provenienti da 30 musei
europei, esposte in 14 sale.
Nella prima di queste c’era-
no esposte opere Egizie
provenienti da musei di
tutto il mondo che raffigura-
vano quello che gli Egizi
pensavano del buio della
morte. Man mano che si
procedeva nella visita se-
guivano opere del Giorgio-
ne-Caravaggio-El Greco e
tanti altri, illustrate e spie-
gate dal professore, per ar-
rivare alle opere con la
tecnica dell’incisione con
sfumature in bianco e nero
di Rembrandt e Piranesi.
Proseguendo, abbiamo am-
mirato le opere dei paesag-
gi e tramonti dipinti da Van
Gogh e Monet, per poi
giungere all’ultima sala con
le opere di Gauguin e Ce-
zanne. Lasciando la mostra, ben soddisfatti dalle tante belle cose viste,
ci siamo recati - mai sazi - nella Basilica Palladiana, per la visita al
“
Museo del Gioiello
”, (avendo già visitato in altra occasione il Teatro
Olimpico).
Il Museo del Gioiello è stato inaugurato a Vicenza molto recentemente,
nel dicembre scorso, ed è il primo del suo genere in Italia e uno dei
pochi esistenti al mondo, dedicato esclusivamente al gioiello.
Il Museo, nato dal connubio Comune-Fiera, è un progetto straordinario
che valorizza la Regione del Veneto, con la sua caratteristica di valoriz-
zare l’incontro: produzione artistica e cultura, dove il gioiello viene rap-
presentato nella sue antiche e molteplici sfaccettature.
Non serve dire che tutti i componenti del gruppo sono rimasti veramen-
te colpiti dai numerosi gioielli in visione: anelli, braccialetti, collane,
spille, diademi e altro. Non parliamo poi delle Signore che hanno dovuto
proteggersi gli occhi dvanti a tanto splendore.
I mariti, invece, hanno dovuto proteggere con grande determinazione
il… portafoglio, pericolosamente sottoposto a perniciose minacce!
Ma ce l’abbiamo fatta, uscendo soddisfatti anche da questa esperienza
Alla fine, soddisfatti della gior-
nata trascorsa, ci siamo diretti
verso il luogo dove ci attende-
va pazientemente l’autobus
che ci ha riportato a Verona,
soddisfatti per questa giornata
così densa di bellezza..
Ma chi sarà la socia ripresa a
lato “carica” di gioielli d’ogni
tipo? Chi indovina?
Non ci resta che esternare il
nostro ringraziamento. Grazie
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La Vos dal Fogolâr____________________________________________________________________________________________________________________
In visita ad una mostra pittorica di rango a Vicenza ed
all’Abbazia di Praglia, con contorno di gioielli
, di Arrigo Zaninotto




