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Chi, in cerca di “Eccellenze” dovesse varcare i limiti territoriali del Friuli,

provenendo da Ovest, si dovrebbe inchinare davanti a una delle mera-

viglie degustative della nostra Regione: vogliamo dire la Grappa, in loco

meglio conosciuta come la “

Gnape

”!

Nel Nord Italia di buona grappa ce n’è quanta ne vuoi; e anche la predi-

sposizione ed il clima adatto per gustarla, eccome!

Ebbene, nel Friuli, nella località di Percoto (vicino a Palmanova) una Si-

gnora dalla vedute molto ampie, nell’anno 1973 iniziò, assieme al mari-

to, una storia che va avanti tutt’ora, sostenuta, oggi, anche dalle tre

figlie ed i rispettivi generi. Il tutto cominciò nel 1897, allorchè per inizia-

tiva di Orazio Nonino venne alla luce la celebre distilleria della Grappa

Nonino, che produceva il gradevole distillato, ottenendolo dalle vinacce

assemblate e conservate lungamente.

Poi avvenne che, nel 1962, la signora Giannola Bulfoni, figlia d’un pro-

duttore d’aratri friulano, convogliò a giuste nozze con Benito Nonino,

chiaramente discendente del capostipite Orazio, che nella località di

Percoto gestiva un’azienda attiva nella distillazione della grappa. Per la

novella sposa fu come un colpo di fulmine. Si buttò a capofitto nella

gestione aziendale, dovendo apprendere tutto dal nulla. Ma lo fece be-

ne. Benissimo anzi, dando vita e linfa ad un’azienza eccezionale!

Fu proprio quella lunga

gavetta a far maturare

nella signora Giannola,

dotata di eccezionali doti

d’intuizione e d’iniziativa,

il progetto di produrre u-

na grappa diversa dalle

precedenti, di alto livello

tecnico ed in grado di

competere con Cognac

e Wiskey.

Una vera magia: tra-

sformare una materia

povera e poco conosciu-

ta come la vinaccia in un

liquido limpido e profu-

mato. Sembea facile!

Ci vollero ben 11 anni di

ricerche, di studi, di tentativi prima che la coppia riuscisse a produrre la

distillazione di un unico vitigno: correva l’anno di grazia 1973.

Fino a quel momento i vignaiuoli non avevano voluto separare le vinac-

ce delle diverse qualità di uva vendemmiate, perché il farlo comportava

un lavoro in più ed il mosto misto costava poco. Allora la signora Gian-

nola si occupò di comprare le vinacce separate, pagandole maggior-

mente e il marito Benito di distillarle. Finalmente il Benito riuscì a creare

la grappa “monovitigno”, ideando un modello innovativo, poi seguito da

tanti altri distillatori, anche all’estero.

Fu grazie a questa iniziativa che la grappa, fino a quel momento sino-

nimo di prodotto da osterie paesane o di soggetti che avevano un parti-

colare debole per l’alcool, divenne un prodotto completamente diverso e

insuperabile: un’eccelenza. Una delle tante eccellenze dell’Italia.

Abbiamo mantenuto artigianalità e spirito contadino

”, riferisce la Gian-

nola Nonino, “

la vinaccia deve essere distillata immediatamente dopo la

fermentazione in purezza, nell’arco di 48 ore, dal momento della svina-

tura. Mio marito ha creato una grappa che ti scalda il cuore. E così

continuiamo a farla

” (ndr.: e noi a berla, grazie a Dio e a loro!)

Giannola e Benito Nonino, al centro tra le figlie Cristina, Antonella ed

Elisabetta

.

La buona grappa era stata ottenuta, ma come promuoverla adeguata-

mente? Giannola intuì che bisognava far leva suoi grandi personaggi

pubblici, quelli amati dal pubblico e che fanno storia.

Furono fatti omaggio di bottiglie di grappa a Gianni Agnelli, Luigi Vero-

nelli, Marcello Mastroianni, Indro Montanelli e tanti altri. Fu così che

Veronelli scrisse un articolo sulla grappa monovitigno dal titolo “

Picolit,

Picolit, che sgnapa

” su “Panorama”. Non ci volle molto per ricevere

centinaia di ordinazioni di bottiglie di grappa, con il problema che non

c’era grappa sufficiente per far fronte agli ordinativi

Così, per poter far assaggiare a quanti più italiani possibile il “

Cru Mo-

novitigno Picolit Nonino

” fu predisposta una bottiglia che contenesse

solo 250 ml: la bottiglia ad ampolla, ancora ben in auge ai nostri giorni.

Una bottiglia così aveva tutte le carte in regola per essere esposta in

bella mostra nei ristoranti o nelle bottiglierie di rango. Il tappo era argen-

tato, la bottiglia in vetro di Murano soffiato a mano, le etichette furono

scritte una ad una da Giannola. Il gioco era fatto!

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La Vos dal Fogolâr_____________________________________

La famiglia Nonino: la nostra Signora della

grappa!

La monovitigno Nonino ha compiuto 40 anni di vita e di grandi successi