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Quanto male fa l’egoismo?
Molto. Basti pensare a quando preghiamo; ed il primo pensiero va ai
nostri cari; la prima prece va per i nostri figli, poi viene il resto. La prima
preghiera, invece, dovrebbe essere per gli ammalati negli ospedali, poi
per tutta quella povera gente che soffre per guerre insane, per tutti quei
bambini che vengono macellati; perché imbottirli di tritolo e farli scop-
piare tra la folla significa proprio macellarli. E’ veramente da incivili!
Eppure, quando ne dà notizia la TV ci limitiamo a dire: poveretti! Ormai
sono notizie che non ci stupiscono più, ci si fa il callo.
Anche questo è egoismo, sono cose che succedono lontano da noi,
non vorrai mica paragonarli ai morti per “Charlie”? Quelli si che bisogna
piangerli, sono più preziosi, sono nostri vicini, sono morti speciali; sono
morti per una giusta causa, per la libertà di stampa.
Io sono d’accordo per la libertà di stampa, però che sia come minimo
educata e rispettosa; e “Charlie”, e non solo lui, non lo è di certo
Milioni di persone riunite per quei morti, con i capi di governo europei a
guidare la dimostrazione di protesta; giusto, non si dovrebbe mai ucci-
dere: ogni religione – se seguita a dovere – lo vieta ma, purtroppo,
anche i nostri “cattolicissimi” mafiosi uccidono. Non trovo molte diffe-
renze fra Jihadinisti e mafiosi: uccidono entrambi senza remore.
Ricordiamo tutti i fatti della stazione ferroviaria di Bologna, di Piazza
Fontana a Brescia e vari altri, senza dimenticare Aldo Moro. Queste
morti sono state perpetrate da estremisti e si è trattato di morti eccellen-
ti, ma nessuno dei VIP europei ha manifestato, nessun capo di governo
di altri Paesi è intervenuto, tenedosi per mano come hanno fatto con
Charlie.
Allora mi chiedo: quale forma di egoismo ci sprona a parteggiare per
uno e non per l’altro? C’é l’ingiustizia di piangere gli undici morti di
Parigi, mentre migliaia di siriani sono solo cronaca che passa veloce.
Qualcuno se la prende con quei poveri disgraziati che arrivano sulle no-
stre coste più morti che vivi di freddo, di paura e di stenti, vestiti solo
della speranza di una vita più umana. Viene data loro la colpa di tutto
quello che succede; io penso che, sicuramente, gli Jihadinisti non
arrivino con traballanti e improbabili barchette, ma con mezzi ben più
sicuri e comudi.
A pensarci bene, cosa ha fatto l’Occidente per aiutarli nei loro Paesi
d’origine? Negli anni passati li hanno occupati colonizzandoli e schia-
vizzandoli, per poi sfruttare il loro territorio agli ordini di un Dio molto
potente: il Dio “Petrolio”. Che poi è il “Dio Dollaro”.
Questa gente non ha più niente di proprio, neanche la pesca nei ripettivi
Paesi, poiché i fiumi sono ridotti a delle paludi di petrolio. Ma a noi cosa
importa? Ci basta avere i serbatoi pieni, felici dei beni che si possiedo-
no: ci sembra che sia tutto giusto così.
Come possiamo chiamarlo questo stile di vita se non:
Egoismo
!
Il giusto sarebbe stato andare in quei luohi, oltre che con i macchinari
per l’estrazione del Petrolio, anche con macchinari per lavorare la terra
e la giusta pazienza d’insegnare loro come si fa.
Forse qualcuno potrà ridere delle mie idee forse troppo semplici ed in-
genue, ma spero che qualcuno sia anche d’accordo con me.
Se io fossi al loro posto scapperei così come fanno loro, che non hanno
altra alternativa se non morire di stenti o per feroci lotte tribali.
Ma ora torniamo ai fatti di Parigi. Dopo il noto fattaccio, in tutti gli Stati
europei ci sono stati e ci sono arresti di Jihadinisti, cellule dormienti –
così almeno le chiamano – che prima che suddedesse tutto questo dor-
mivano, e con loro dormivano anche i cosiddetti 007. Come sempre si
chiude la gabbia quando l’uccello è scappato via e ha preso il volo.
E’ di questi giorni la notizia che in Iraq hanno ucciso 13 bambini perchè
stavano guardando una partita di calcio in TV. Ma la notizia passa ve-
loce, come acqua che scorre sulle rapide dei fiumi.
In Nigeria hanno bruciato tante chiese cattoliche, in risposta alle vignet-
te di Gharlie. A me pare non
valga la pena sostenere un
giornale da cui non c’è nulla da
imparare e ormai delle sue vi-
gnette nessuno ha più voglia di
ridere. Ci vorrebbe veramente
più rispetto per gli altri a tutti i
livelli, perché siamo veramente
giunti al massimo della male-
ducazione, incominciando da
chi fa politica in TV (per fortuna
non tutti) e non fa che urlare, sovrapporsi e offendere.
Ora penso di chiudere lanciando un messaggio al “Popolo di uomini”,
fatto nel 1872 da Kintpuash, chiamato Capitan Jack, della tribù di Mo-
doc: “
il mio cuore mi dice che farei meglio a parlare alla nubi ed al
vento, ma voglio farvi sapere che sono convinto che la vita è dolce e
l’amore è forte.
L’uomo combatte per salvarsi la vita e uccide per soddisfare i desideri
del suo cuore. Ma la morte è più potente. La morte giunge molto presto
per ciascuno di noi e allora perché affrettarla a noi stessi e a chiunque
altro
”?
Sì, Signora, almeno uno che la pensa come Lei c’è e sono io. Almeno
all’80%. Ma è una battaglia persa perché il “Dio Dollaro” non lo ferma
nessuno. Però sarebbe possibile riportare la Società entro certi limiti di
educazione, di comprensione, di fraternità! Anch’io non approvo il
contenuto della rivista “Charlie Hobda”, che ritengo troppo “disinvolta”,
Vedasi, in tal senso, la pagina a parte che le ho dedicato.
Ma deve capire, Signora Nilla: se c’è il “Dio Dollaro” non può di certo
mancara la “Dea Stampa”, che deve sì essere libera, ma dovrebbe an-
che essere rispettosa. Lo è veramente sempre? Ro. Ro.
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La Vos dal Fogolâr______________________________
Egoismo per tutti i gusti!
, di Nilla Locatelli




