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Segue dalla pagina 1
In Italia, in Europa e nel mondo, l’Albero di Natale è, con il Presepe, una
delle più diffuse tradizioni natalizie. In genere si tratta d’un abete, dalle
dimensioni diverse, a seconda che l’albero venga posto nelle case o in
luogo pubblico. Per molti l’uso dell’albero è contrario a quello del Prese-
pe, perché giudicato di origine pagana.
Illustrazione del libro del 1863: la sera del Natale in Germania
Diciamo subito che quanto affermato non è vero, poiché l’albero - come
simbolo di vita - era già diffuso in tutte le culture del mondo, ancora pri-
ma della nascita del Cristianesimo.
Peraltro, anche nella cultura cristiana l’albero fu presente fin dall’inizio,
mescolandosi – spesso – col candelabro: entrambi portano la luce, cioè
la vita. L’antichissimo tema dell’Albero della Vita si fonde anche con la
croce di Cristo: è il legno che fiorisce e che fruttifica.
•
Il concetto dell’albero che si fonde con la croce di Cristo e la sua storia è
ben rappresentato da questa stupenda pala di Bonaventura da Bagnore
gro, dipinta dal 1305 al 1310, a Firenze. Al centro campeggia Cristo, in
posizione realistica, da cui si dipartono 6 rami per ogni lato, dai quali
pendono, a loro volta, 4 medaglioni con storie cristologiche. Il tutto si
diparte dal monticello del Calvario (sotto), che ai lati ha varie storie lega-
te al tema dell’albero proibito: la creazione dell’uomo, la creazione della
donna, Dio che indica l’albero proibito, la tentazione di Adamo, il pecca-
to originale, il rimprovero di Dio, la fonte dei quattro fiumi del Paradiso
Terrestre, la cacciata dal paradiso terrestre.
Chiude la rappresentazione, in altro, la città murata del Paradiso da cui
sporgono santi, profeti e beati, culminanti nei troni della Madonna e di
Cristo in gloria.
Sembra che l’albero di Natale, così com’è visto oggi, sia nato a Tallin, in
Estonia, nel 1441, allorché nella piazza del Municipio venne eretto un
grande abete, attorno al quale uomini e donne non sposati ballavano,
alla ricerca dell’anima gemella.
Un antecedente dell’abete potrebbe essere quello relativo ai “Giochi di
Adamo ed Eva” che prevedevano la ricostruzione, nelle chiese, del Pa-
radiso in terra, proprio il 24 dicembre, con tanto di alberi di frutta, simboli
dell’abbondanza e del mistero della vita. Poi fu preferito l’abete, che
rappresentava la caratteristica “magica” di essere sempreverde che,
secondo una favola, ha avuto in dono da Gesù stesso,per avergli offerto
rifugio mentre inseguito dai suoi nemici, il verde sempiterno.
Per molto tempo la tradizione dell’Albero di Natale rimase tipica delle
regioni del Nord delle Alpi, poi cominciò a diffondersi ovunque.
All’inizio, spesso l’Albero di Natale aveva attaccati, in cima, due rami in
forma di traversa di croce e a questi due rami s’appendeva: da un lato
una mela e dall’altro un’ostia. Poi s’aggiunse la carta colorata, o argen-
tata, o dorata, simbolo delle offerte portate dai Magi d’Oriente, poi la
Rosa di Natale, simbolo del “germoglio” da un suolo arido. Nelle regioni
tedesche, in cui era diffusa l’arte vetraria, si aggiunsero poi le palle di
vetro colorate. E ancora, forse per riprendere il motivo evangelico del
“Cristo luce del mondo” entrarono nell’uso le candele ed ora le luci.
Dopo tutto questo, allora, cosa fare: l’Albero o il Presepio? Ma è sempli-
ce. Si fanno entrambi!
DALLA SEGRETERIA
DECEDUTI
: don
Piero Candusso
, assistente spirituale,
Bresin
Lina,
Milani
Ivana. Ai familiari le più vive condoglianze.
NUOVI SOCI
:
Bravi Alba
, simpatizzante,
Prosdocimo Antonietta
,
nata a Porcia (PN). Benvenute tra di noi!
___________________________La Vos dal Fogolâr________________________________________________________________________________________________________________________________________
HANNO COLLABORATO
A QUESTO NUMERO
Romeo Como, Gianni Del Fabbro, Gior-
gio Della Puppa, Sergio Fasiolo, Carla
Fumei, Nilla Locatelli, Marisa
Macorigh, Maria Mauro, Paolino Mu-
ner, Enrico Ottocento, Gian Pietro Pic-
coli, Daniela Rigoni, Roberto Rossini,
Claudio Tubini.
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Il periodico viene inviato gratuitamente a tutti i
Soci e agli altri Fogolârs
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