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Ragazzi, che p… questa cultura che ci propina l’immarcescibile Fasiolo!
Nella cena tipica assistiamo a spettacoli di musica e danze folcloristiche
alle quali vengono chiamati a partecipare anche alcuni dei nostri.
Il risultato è discutibile, comunque tutto si conclude con l’intero locale
che canta ”sono un italiano, un italiano vero” quale omaggio alla nostra
presenza.
Una visita al Sud a Nauplion sul mare, dove la Grecia medioevale si
incontra con la Grecia moderna e le nuove strutture turistiche, pur nel
rispetto dell’ambiente tipico e tradizionale.
Eccolo Renzo Fasiolo messo alla gogna! Lo vogliono torturare?
Infine l’ultima tappa a Olimpia, patria degli antichi giochi. Sotto una
pioggia scrosciante (fenomeno abbastanza raro qui) visitiamo il Sito e
poi via a Patrasso per l’imbarco e un giorno di attraversata. Sulla nave
c’è tempo per far esibire alcune nostre vivaci e irriducibili partecipanti in
balli scatenati e spettacoli d’arte varia.
Torniamo a Verona più ricchi di cultura e storia, con la conferma che nel
nostro gruppo, affiatato e solidale, si sta bene e si viaggia in buona
compagnia. Alla prossima dunque! Renzo Fasiolo
Pare che tutti siano stati tutti contenti della… Magna Grecia: soprattutto
quelli che hanno degli stomaci capienti e appetiti voraci. E bravo Renzo!
Il buon Romeo Como ci ha mandato una pubblicità del 1934, in Friuli. E’
molto simpatica e andrebbe portata all’attenzione di coloro che vogliono
veramente un lavoro. Qui, veramente, non c’è che la scelta!
Come se la passerebbe ai giorni nostri l’Andrea Bulfon cui fa riferimento
l’autopromozione pubblicitaria apparsa su
“ Il Strolic Furlan pal 1934 “
?
Non c’è la possibilità di stabilire con certezza l’epoca in cui questa scrit-
ta appariva sui muri della ditta oppure era riportata da qualche foglio
stampato. Di sicuro però si può affermare senza incertezza alcuna che
nell’intero arco della sua vita il signor Bulfon non è mai rimasto con le
mani in mano o
“di bant “
che dir si voglia.
E anche ai giorni nostri, pur con la carenza di lavoro che imperversa, un
artigiano di quel calibro e volontà avrebbe un’agenda piena di prenota-
zioni, per risolvere con professionalità le più disparate emergenze.
Il nostro
Capomuradôr
(capomastro, carpentiere, piastrellista, e quello
che vi pare!) non avrebbe avuto difficoltà ad aggiornare i tipi d’in-ter-
vento reclamizzati a quell’epoca con le esigenze attuali.
Anche se i
seglârs
(lavelli da cucina) sono stati soppiantati dall’acciaio
inox e dei
comuz
(vasche a tenuta dei letamai o anche basamenti in
cemento per gabinetti alla turca) rimane solo una lontana memoria sto-
rica, il nostro
Dree Bulfon
sarebbe stato in grado di risolvere i nuovi
problemi connessi a quel tipo di servizi.
Anzi! Sono convinto che avrebbe individuato e risolto con competenza
e prontezza perdite d’acqua, infiltrazioni, ostruzioni e chissà quante al-
tre emergenze essendo comunque già in grado di fare tra l’altro (mode-
stamente!)
“qualchi ciasute, qualchi puint”
(qualche casetta, qualche
ponticello)
.
Uno disposto ad affrontare
“dut ce c’ai càpite, di pizzul e di
grant“
(tutto quello che capita, di piccolo o grande) avrebbe anche oggi
una clientela sicura, vista l’ampia serie di competenze unite alla passio-
ne per il lavoro, pur di non restare inoperoso, pur di
“no stâ di bant”.
Erreci
_________________________________________________________________________________________________________________________________La Vos dal Fogolâr________________________________
Ecco un vero tuttofare!
, di R. Como
Pubblicità e promozione professionale.
Dree Bulfon
Capomastro
F
a un po’ di tutto,
aggiusta gabinetti e
secchiai, cucine
economiche, fogolârs,
stufe, cappe e camini,
canali e tombini,
demolisce di qua e
costruisce di là, fa
qualche casetta, qual-
che ponticello, cura la
manutenzione delle
strade, porta ghiaia,
insomma tutto quello
che capita, di piccola e
di grande entità, pur di
non stare in ozio.
Insomma è un artigiano
a 360 gradi.
Prezioso, no?




