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E’ andato Avanti il giorno 11 dicembre 2014, don Piero Candussio, det-
to familiarmente Pré Pieri. Il Creatore l’ha chiamato a sé, togliendolo al-
la vita di sofferenza e di costrizione che lo attendeva. Due mesi fa
aveva indirizzato al Fogolâr la lettera cge segue.
Carissimi, tutti, tutti, tutti!
Dopo 10 mesi che mi trovo qua, sento il dovere d’informarvi della mia
scelta e situazione.
Dopo l’incidente causato dalla caduta in camera, mi sono trovato in
varie difficoltà. A Verona non avevo possibilità di essere seguito se non
da Gianni Righetti, che ha 1.000 impegni. Ho così pensato a come ri-
solvere il problema e così ho chiesto di andare a Godego (TV), dove
esiste una struttura molto valida, attrezzata per gli anziani e per le loro
continue e particolari esigenze.
L’ambiente è confortevole, tutti i locali sono posti sullo stesso piano,
cioè a piano terra, non c’è quindi nessun ostacolo o gradini da supera-
re e tutti i locali sono collegati fra loro.
Il personale addetto ai vari servizi è costituito da infermieri e medici ben
preparati. Sono gentili e tutto il giorno sono a disposizione. Ogni notte
c’è sempre qualcuno che gira per vedere come stiamo: almeno tre giri a
notte. Durante la notte c’è un telefono o un lancia-allarme e quindi le
notti non sono un incubo, per me.
C’è un’equipe di medici che ci segue attentamente, almeno una decina.
Posso vivere sereno per questi ultimi… giorni.
Sicuramente sto bene.
Allora saluto tutti, anche quelli che sono venuti a trovarmi. Abbraccio
tutti fraternamente. Pieri
PS. Non utilizzate il
cellulare:nonsento nulla!
Povero Piero Candusso, aveva una pazienza infinita per affrontare gli e-
normi disagi di un’età molto avanzata, ed aveva accettato “l’esodo” da
Verona, dove risiedeva da molti decenni, con rassegnazione.
Era nato nel cuore del Friuli, da genitori D.O.C., nel 1919.
Era di salute cagionevole e, in fresca giuventù fu spesso ricoverato in
luoghi di cura acconci alla sua malattia.
Allorché l’Italia entrò in guerra, nel maggio 1940, fu chiamato alle Armi
con la classica cartolina “Rosa”. Fu riformato poiché “di Salute cagione-
vole” e rimandato a casa.
Dopo un anno fu rivisto e, causa la carenza di uomini, fu destinato alla
Sanità della Divisione “Julia”. Dopo l’8 settembre fu accoltto in un
convento in Emilia, dove assistette i feriti tedeschi, alleati e partigiani.
Divenne sacerdote negli anni Cinquanta, come appare nella foto prece-
dente, ripreso in mezzo ai suoi familiari.
Per decenni è stato l’Assistente spirituale del Fogolâr e dei suoi Soci.
Ogni messa, ogni funzione, molti matrimoni, battesimi o ricorrenze varie
degli iscritti sono passati per le sue… mani. Sempre disponibile, sem-
pre gentile nel confronto con i Soci. Lui amava venire al Fogolâ, quasi
sempre in bicicletta, che guidava con scioltezza e disinvoltura insospet-
tata per le vie del centro. Due anni fa lo incontrai in piazza Brà a piedi e
gli chiesi come mai. “
Non uso più la bici perché in giro ci sono troppi
pazzi!
”, fu la risposta.
Nella foto a destra, lo
vediamo, commosso,
davanti all’uniforme di
un Sergente della Sa-
nità Alpina della Di-
visione “Julia”.
Anche lui, nel corso
della 2ª Guerra Mon-
diale fu Sergente del-
la Sanità della Div.
Alpina “Julia”!
Alla faccia della “sa-
lute cagionevole”, è
arrivato a 94 anni!
Prendendo in prestito
le parole di un inno
friulano, si può affer-
mare senza ombra di
dubbio che è stato un
friulano la cui essen-
za può essere facil-
mente condensata in
tre parole: “salt, onest
e lavorador” (solido,
onesto e attivo).
Mandi, pré Pieri, maestro di vita per noi e per le migliaia di Tuoi allievi,
che egli ebbe quando, per oltre 30 anni, insegnò all’istituto di via Provo-
lo, a Verona. Mandi di cûr, galantomp.
Ro. Ro.
_________________________________________________________________________________________________________________________________La Vos dal Fogolâr______________________________
Mandi, Pré Pieri
, di Ro. Ro.




