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La originalità e le caratteristiche del
Parco Storico di Piana delle
Orme
, in quel di Latina, e delle altre zone previste, hanno colpito forte-
mente nel segno la quarantina e oltre passeggeri, soci del Fogolâr di
Verona e loro amici, che nei giorni 16-18 maggio, in pullman hanno
raggiunto le località in questione, giungendovi dopo un viaggio di oltre 5
ore di tragitto, pur con sosta pranzo.
L’ingresso al parco con in primo piano un velivolo da caccia
supersonico F-104 Starfighter.
Il parco Storico tematico, realizzato all’interno dell’omonima azienda tu-
ristica, ospita una delle collezioni più grandi ed eterogenee del mondo.
E’ una raccolta dedicata al Novecento, che compie un viaggio che parte
dagli anni del Ventennio.
L’avventura, era iniziata il venerdì 16 maggio con la visita al famoso
Nella foto, un gruppo di gitanti, ombrellati, ripreso nel corso della visita
Giardino e rovine della città medioevale di
Ninfa
, voluta a suo tempo da
una gentildonna locale e che - grazie a particolari condizioni climatiche -
ha visto espandersi e fiorire
alberi, piante di fiori e ce-
spugli in maniera eccezio-
nale, per la rigogliosità.
A seguire, non poteva
mancare la visita al mae-
stoso
Castello Caetani di
Sermoneta
, che ha “co-
stretto” il gruppo a un vero
e proprio tour del force su e
giù per bastioni, cammina-
menti delle mura, scaloni,
locali interni, stalle e tanto
altro.
Non sono mancati, peraltro,
i… “ricercatori della luna nel
pozzo”, di cui si può notare
un ben noto Socio intento a
scrutare: “
Ma stà’ luna, in-
somma, dov’ela finìa?”
Il pernottamento nelle notti di venerdì e sabato era previsto in un magni-
fico hotel: l’“
Oasi di Kufra di Sabaudia
”,
in riva al mare. Costruzione
elegantissima, molto spaziosa, dotata d’un insieme di personale di Ser-
vizio molto capace e gentile: ci ha consolati delle fatiche affrontate con
dei gradevoli e gioiosi convivii culinari a base di pesce! E bravo Enrico!
Il giorno dopo tutti al grande Museo di Piana delle Orme.
Ecco il gruppo dei “viandanti”, ripreso all’entrata, davanti ad un tronco
d’albero pluri-secolare, prima di avventurarsi nei 16 padiglioni espositivi.
La visita complessiva è stata stancante, ma estremamente appagante;
difficile ricordare una struttura similare per grandezza e capacità esposi-
tiva come quella della Piana delle Orme.
30.000 e oltre metri quadrati, 16 padiglioni con reperti degli ultimi 70/80
anni di storia e cultura italiana; la civiltà contadina, le grandi opere di
bonifica delle paludi Pontine svolte nel Ventennio, veicoli e mezzi della
2ª Guerra Mondiale in gran numero e tanto altro.
Nella foto sopra, si può notare, tra l’altro, il “Lato B” di una signora in-
tenta a guardare il… “Lato A” di una delle tante vetrine dedicate, nel
primo padiglione, ai giocattoli d’e-
poca: ecco le bambole, per le
“femminucce”.
Migliaia sono stati i modellini, gli
aerei i giocattoli di inizio secolo; e
così ciascuno di noi ha rivisto in
qualcuno di essi momenti lontani
della nostra fanciullezza.
A destra, per i “maschietti”, una
bella vetrina mostra in primo piano
qualche modellino che fu protago-
nista dei nostri giochi.
Che bel padiglione questo: ha solo
il difetto di far sorgere la nostalgia!
Subito dopo siamo entrati nel
mondo contadino della metà del
secolo scorso. L’impostazione sce
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La Vos dal Fogolâr________________________________________________________________________________________________________________________________
Il Fogolâr nella Valle delle Orme
l
,
di Ro. Ro.




