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La foto visibile qui sopra ci mostra la ben nota coppia (anche se - grazie
a Dio - non… ricercata!) Lucia e Paolino Muner, sulla piattaforma d’un
vagone tipo “
Centoporte
”. Ma come, potrebbe dire qualcuno, cosa ci fa
una vettura obsoleta di quel tipo ai nostri tempi e che compito ha?
E’ presto detto: la vettura in questione è una delle 52 rimaste in Italia,
con sede a Verona, teoricamente per la formazione di treni storici, ma in
questo caso adibita a: “
Sede del Gruppo Alpini
”, di Borgo Milano.
Come detto precedentemente, la vettura “parcheggiata” in un praticello
sito a Borgo Milano, ospita l’omonimo Gruppo Alpini, guidato (pare sen-
za troppi danni, pardon) dall’amico Augusto Marconcini. Grazie a Lui!
Nel mese di giugno scorso, la vetusta e onorata vettura ha ospitato il
Coro del Fogolâr Furlan di Verona, che intendeva festeggiare, in com-
pagnia ed allegramente, la chiusura delle attività canore, in vista della
pausa estiva. Grazie al Gruppo Alpini per l’occasionale ospitalità.
In tale occasione: Paolino Muner, alla luce della lunga militanza nelle
Ferrovie dello Stato, dove ebbe occasione di creare danni “incommen-
surabili”, ahimé, ha assunto la funzione di direttore tecnico, addetto agli
… scambi augurali, alle segnalazioni con lampada, all’annuncio delle
portate della cena con apposito fischietto, paletta e altro.
Va rilevato che non è stato necessario fornirsi di apposito biglietto!
Anche se un po’ stretti, d’altronde così è, i circa 25 coristi si sono siste-
mati al meglio ed hanno portato, ciascuno, qualcosa da “rosicchiare”.
Qui sopra, vediamo la Signora Lucia intenta a preparare piatti di antipa-
sti “Carnici” (ma non troppo, in verità).
Qui sotto, invece, si vede un gruppo di coristi pronti per attaccare le pia-
cevoli libagioni, in esito alle indicazioni fornite da Paolino Muner.
Il Presidente del Fogolâr Enrico Ottocento non ha mancato di venire ad
esprimere il suo saluto al Coro, per una volta non in costume tipico.
E il Maestro Claudio Tubini c’era? Ma certamente, anche se nelle foto
non appare. In tale occasione Lui, che conosce bene la lingua inglese
(la ha studiata a Casteld’Azzano!) ha assunto la funzione di “Con-
ductor”, che in inglese, appunto, significa “Capotreno” (o giù di lì) e con-
temporaneamente “Direttore d’Orchestra o di Coro”.
La serata s’è poi chiusa con una concerto “informale” con canti di tutti i
tipi, e con tutti i… toni, dal sapore anche un tantino “imbriaghello”. Ma si
sa: la vita è più bella se è anche … cantarella!
Ro. Ro.
__________________________________________________________________________________________________________________________La V
ô
s dal Fogolâr_____________________________________
Il Coro, da Castel d’Azzano a… Verona, in Ferrovia!
di Roberto Rossini
La gloriosa vettura “CENTOPORTE”
Le vetture denominate “CENTOPORTE”, furono impiegate dalle FFSS
italiane dal 1928 fino agli anni Ottanta. Erano state costruite in 3 esem-
plari leggermente diversi ed erano progettate per i treni locali, con forte
affollamento. Erano lunghe 18 metri ciascuna.
Concettualmente derivavano dalle diligenze ed erano caratterizzate da
numerose porte, per ogni fiancata, allo scopo di favorire la salita ed il
deflusso dei viaggiatori. Furono le prime carrozze italiane a “cassa me-
tallica”. I sedili interno erano in legno (alquanto duro, tant’è che la Naja
le chiamavano le vetture (a CUL PIATTO), per gli effetti dannosi che
producevano! I sedili disponibili erano 78 per ogni vettura.
Le prime furono di un bel colore “Verde vagone”, poi divenuto color
“Castano Isabella”, infine,color “Grigio Ferro”.
Nel corso della 2ª Guerra Mondiale, molte di esse furono trasformate in
carrozze ospedale. Oggi, come detto, ne rimangono 52, disponibili per
la formazione di treni storici.




