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Siamo rientrati, qualche mese fa, dalla tradizionale gita di fine primave-

ra di tre giorni che ci ha visti visitare l’Alto Tirolo, in Austria e la confi-

nante Bassa Baviera, in Germania.

Come al solito è stata una bella gita, anche perché confortati dalla dotta

presenza della nostra Silvia Cordes, appassionata e competente colla-

boratrice, stante anche il fatto di essere di madrelingua tedesca.

Il che non guastava proprio per niente, ovviamente.

Tuttavia di quella gita dirò, ora per allora, solo due cosette, anche per-

ché è già passato diverso tempo da quando la facemmo. Ecco, quindi,

solo alcune semplici considerazioni.

Il primo giorno abbiamo visitato, in Austria, le località di Innsbruck e

Seefield. Innsbruck è veramente un gioiello di cittadina; tra l’altro ci sia-

mo trovati in contemporanea con un matrimonio, in cui la sposa indos-

sava un graziosissimo costume tradizionale locale.

Ecco i due giovani nel loro tipico costume

Ebbene, con mia grande sorpresa, in una piazzetta centrale in cui tutto

era perfettamente in ordine, un elegantissimo invitato al seguito degli

sposi ha avuto il coraggio, ohibò, di buttare per terra la cicca della si-

garetta che stava fumando: proprio nel cuore, nel salotto di questa bel-

lissima e pulitissima città. Orribile, quasi da non credere!

Così, subito, mi si è pre-

sentato alla mente uno dei

più noti detti: “

Tutto il

mondo è paese

”. Si, con-

fesso, che nel condannare

il gesto ho provato (par-

don!) una malcelata sod-

disfazione: perfino qui non

abbiamo niente da impara-

re (

ndr.: sperando che l’e-

legantone non fosse di

origine lombarda o veneta,

ovviamente…

).

Seefeld, sempre in Austria

- nota località sciistica, se-

de dello svolgimento an-

nuale di gare di Coppa del

Mondo di Sci - è una lo-

calità molto bella, con ho-

tel rinomati e carichi di

stelle, prati verdissimi

sempre ordinati e ombrose

e piacevoli passeggiate: è,

insomma, un paradiso per

sciatori e turisti.

La nostra Silvia ci dice: “

Questo paese è considerato la Cortina d’Au-

stria…

” ed ecco allora che, automaticamente, un altro pensiero affiora

nella mia mente birichina: “

detto tra noi, e scusate tanto, le Dolomiti che

incorniciano Cortina d’Ampezzo, fanno una gran bella differenza. Sono

un’altra cosa!

”. Tanto si può e si doveva dire per amore della verità.

Tornando alla nostra gita, diciamo che per nei due giorni successivi ab-

biamo visitato la Baviera, trovando tutto bello ed interessante.

E vengo, ora, alle mie considerazioni; durante l’arco della mia vita, per

vari motivi, sarò stato in Germania almeno una dozzina di volte. Dalla

prima - allorché venivamo spesso additati come fossimo quasi delle be-

stie rare - a quest’ultima, l’accoglienza è assolutamente cambiata.

Ci sono voluti degli anni, è vero, ma ho riscontrato una indubbia cordia-

lità, senso di comprensione e anche del rispetto. Insomma si capiva,

chiaramente, che si era bene accetti.

Questa mia - senza dubbio buona impressione (che bella piacevole sor-

presa) - trovava conforto nelle pagine del Corriere della Sera del 15

maggio di quest’anno, dove apparve un articolo titolato: “Visti dalla

Germania: “BASTA PREGIUDIZI: AVETE OTTIMI AUTORI E L’EXPO

FUNZIONA”.

L’articolo entrava nel contesto dell’inaugurazione del Salone Internazio-

nale del Libro, organizzato a Torino, dove la Germania era ospite d’o-

nore e si presentava in forze con ben 25 autori presenti e 43 case

editrici rappresentate in loco; il chiaro segnale d’un ritrovato interesse

per i libri di autori italiani. Buono per noi.

Il discorso d’inaugurazione della mostra è toccato al rappresentante del

Paese ospite, cioè la Germania. Questo signore ha un nome non pro-

prio teutonico: Giovanni Di Lorenzo, di 66 anni, che dall’anno 2004 è il

direttore del diffuso giornale tedesco “Die Zeit”. E’ un giornalista figlio di

una madre tedesca e di padre italiano.

Riporto all’attenzione dei lettori alcuni passi del suo intervento, tratti dal-

___________________________________________________________________________________________________________________________________La Vos dal Fogolâr___________________________

I tedeschi, alla fine, amano l’Italia

, di Gianni Del Fabbro

Quando toccherà a me, voglio un

marito biondo, non così, pensa questa

bimba che assiste al matrimonio!

Ecco una magnifica casa affrescata, ammirata nel bellissimo

paese di Oberammergau.