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Quando la domenica mattina mi recavo alla Messa celebrata da don

Nicola nel paese natale di padre Turoldo e costeggiavo in automobile le

montagne che fanno da gradevole contorno, solenni e coreografiche, a

quella località, immancabilmente mi tornava alla mente la poesia “Nata-

le”, di padre David Maria Turoldo, poiché proprio quelle erano le stesse

montagne che lui vedeva e lo facevano pensare.

Ma quando facevo il pastore…

… nel mio Friuli sotto la montagna

era il giusto spazio alla calata delle Genti favolose

…”

Sarà pure un Turoldo minore questo, dove non c’è traccia di filosofia,

mentre c’è traccia di etica; se vogliamo anche questa minore, sgorgata

tuttavia da un vissuto non certo banale.

Un “Vissuto” impregnato da un desiderio contadino di bellezza spiritua-

le, di un’apertura del cuore che vuole e chiede tutto l’amore e il tra-

scendente possibile.

Ecco la casa dove D. Maria Turoldo, dove visse con i suoi nove fratelli.

Così il mondo, tutt’intorno, si veste di “Antica”… novità e sente di vivere

esperienze evangeliche e si esalta di presenze di personaggi importan-

ti, che sono persone VERE che ti prendono per mano e ti conducono ad

incontrare Gesù.

Non so se questi miei sentimenti sono solo sentimentalismi, sento –

però – che potrebbero essere valori miei, che potrei vivere autentica-

mente se solo togliessi i disturbi asfissianti del bisogno quotidiano, in-

quinato e possessivo.

Turoldo mi anticipa e colma slanci e pensieri interiori (infantili, forse?)

che un Friuli ormai tanto lontano mi faceva felice, paragonando la realtà

al Divino, a un minimo puro che si apriva in comunione col Creato e col

fratello vicino.

Si, fratello Turoldo – poeticamente tanto alto, ma ora semplicemente

disponibile e amico – pastore tenuto per mano nel Presepe dei monti

friulani.

NATALE

Ma quando facevo il pastore allora ero certo del tuo Natale.

I campi bianchi di brina, i campi rotti al gracidìo dei corvi,

nel mio Friuli sotto la montagna,

era il giusto spazio alla calata delle genti favolose.

I tronchi degli alberi parevano creature piene di ferite;

mia madre era parente della Vergine,

tutta in faccende finalmente serene.

Io portavo le pecore fino al sagrato

e sapevo di essere uomo vero

del tuo regale presepio.

____________________________________________________________________________________________________________________________La Vos dal Fogolâr____________________________________

Un Natale con Padre Turoldo

, di Marisa Mauro.