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Come ricordato nellʼarticolo dellʼing. Paolo Fumei, il primo numero del
periodico associativo del Fogolâr vide la luce nel 1978, e precisamente
nel mese di febbraio, fortemente voluto dalla Vice Presidente
Sig.raBruna Melotti Brusini, sostenuto dal Direttivo e realizzato tipografica-
mente da Paolino Muner, aiutato… dallʼolio dei suoi gomiti.
Era doveroso. Un sodalizio come il Fogolâr Furlan di Verona doveva
avere un mezzo di comunicazione valido, considerato che il computer e
Internet erano ancora nel Limbo.
Il primo numero portava il nome “
FOGOLÂR FURLAN di VERONE
” ed
era composto da 10 pagine formato A/4, di cui la n° 2 e n° 10 bianche.
Era tirato a ciclostile, il che significava – come molti si ricordano – che
ogni pagina del periodico andava ribattuta sulle appoesite matrici, che
poi sfornavano il numero di pagine voluto, manovrando la manovella
per ogni pagina. Un lavoro facile, ma lungo e noioso.
Chi più adatto di Paolino Muner che, abituato al monotono “tran tran”
delle ruote dei treni, sentiva come musica il “trin trin” del ciclindro della
macchina ciclostile che girava.
La stampa era assolutamente artigianale: battuta a macchina come si
poteva, con caratteri diversi e poi con i fogli stampati pinzati a sinistra.
Gli articoli erano occasionali e raffazzonati alla meglio. Riportiamo, qui
di seguito, il primo editoriale, firmato dal Presidente Gen. Luciano Or-
lando.
“
Il giorno 11 febbraio 1978, presso lʼIstituto “Don Bosco”, nella sala do-
ve spicca il simbolo della nostra friulanità: il “Caminetto”(cioè il fogolâr)
per lʼinteressamento del nostro attivo pré Pieri, non ci eravamo dati un
appuntamento soltanto per un momento convenzionale o retorico, ma
per una stretta di mano, esattamente ad un anno di distanza dal nostro
primo incontro.
Era opportuno, quindi, controllare insieme quanto era stato fatto ed il da
farsi per lʼavvenire.
Al di là dei consuntivi, restava comunque il piacere di vedere volti amici
e di parlare con loro con il nostro bel modo di esprimerci, con la sonorità
semplice del nostro linguaggio, con la spontaneità del nostro scarno
frasario.
In quellʼoccasione è stato distribuito il primo numero del nostro “notizia-
rio”, quello che, anche con un poʼ di pomposità abbiamo chiamato il
“
Giornalino del Fogolâr
”. Eʼ cosa modesta, ma anche quel piccolo la-
voro è frutto di spontaneità e di unione con tutti i friulani di Verona.
Di quei fogli ne seguiranno altri, come questo, periodicamente, ma se è
vero che qualsiasi lavoro significa anche fatica, è necessario che ognu-
no di Voi, perché il “Giornalino” è vostro, si unisca alla nostra buona
volontà con una forma attiva di partecipazione.
Qualsiasi notizia, racconto, poesia, tradizione, che sanno di “Friuli”, ci
aiuta nel lavoro redazionale. Perciò rivolgiamo a tutti la preghiera di
recapitare il materiale disponibile presso la Segreteria della nostra So-
cietà o di farlo pervenire alla Signora Melotti che si è volontariamente,
come sempre, assunta la parte più onerosa, ossia quella di raccogliere,
esaminare, valutare, selezionare e darsi da fare per il nostro successivo
“Editoriale”
Insomma, la Signora Melotti rappresenta il “Topo dʼarchivio” e i risultati
già si vedono. E alloraa dai… aspettiamo qualcosa da tutti, cercheremo
nel tempo di pubblicare tutto, sempreché la buona volontà ci faccia da
compagna affettuosa e paziente.
Durante la serata del nostro compleanno, è piaciuta molto la poesia “Lis
gnozzis dal grì”, recitata con tutta spontaneità e bravura dalla piccola
Tiziana. Interessante è stata la lettura di una delle “Predicis” di pré
Checo Placereani, sulla presentazione al pubblico del “messal furlan”
ove, evidenziando un aspetto politico-linguistico e carrellando le pere-
grinazioni del mondo friulano auspicava: “… sicome in chel timp culì ʻo
vin fevelât cun Lui (il Signôr) e par talian, al semee chʼa nol vêi scoltât
masse i Furlans, ʻo mi auguri che di chi indevant, cul Messâl Furlan,
nus scolti di plui…”.
A richiesta, in futuro, “lis predicjs” potranno essere ancora lette, com-
mentate e seguite da dibattito. Eʼ un modo come un altro di intendere e
di propagandare la nostra lingua.
Vivo compiacimento ha procurato in tutti lʼomaggio floreale destinato
alla Signora M. Luisa Salvador che, per prima, ci ha accolti nei suoi lo-
cali, allʼalbergo “Verona”. Eravamo in pochi in quel tempo, ma la corte-
sia della Signora Salvador ci ha permesso, sostanzialmente di gettare
“Las fondes” della nostra attività.
Del tutto inattesa, e perciò quanto mai gradita, lʼassegnazione al nostro
Vice Presidente, Signora Melotti, dʼuna medaglia dʼoro, con inciso: “il
nostro Fogolâr” e dedica. La Signora Melotti è rimasta gioiosamente
sorpresa e vivamente commossa e vuole esprimere al Consiglio Diretti-
vo e ai friulani tutti di Verona, ancora una volta il suo personale ringra-
ziamento per la rinnovata manifestazione di stima e di affetto.
E da ultimo, ma in prima linea, non potevamo dimenticare il nostro in-
stancabile e brioso Deotto. Un grazie per aver saputo scovare per il
simposio serale dellʼ11 febbraio, un ambiente gradevole e simpatico,
presso il quale contiamo di ritornare, di quando in quando, per trascor-
rere insieme altri momenti dʼallegrezza.
E ancora, al nostro Roberto, un ulteriore ringraziamento, senza alcun
riferimento al “Di qua o di là dellʼacqua” per lʼanimazione che egli im-
provvisa da tempo, ogni sabato sera, presso la sede sociale, dove
viene vivacizzato lʼallegro spirito di spontanea friulanità.
La nostra “Casa” è comunque finita! Abbiamo sì un patrimonio di idee,
inventive, iniziative, ecc. Ma il cammino che ci siamo prefissi è ancora
lungo. Dobbiamo trovare una sede nostra anche a costo di sacrifici.
Diamoci da fare tutti, dunque, nellʼinteresse di tutti. Avremo così ulterio-
re modo di consolidare ancora di mpiù i nostri amichevoli rapporti, che
comunque restano improntati a tutta cordialità.
Mandi!”
Le pubblicazioni terminarono nel 1982, per la impossibilità di prosegui-
re. Non è facile trovare le persone idonee e quelle che ti forniscano un
contributo scritto con una certa continuità. Fra le poche che scrivevano
allʼepoca e ancora dà il suo contributo ricordiamo, ringraziandola, la
Signora Nilla Locatelli. Ecco la prima poesia da lei pubblicata, con un
friulano particolare quello della bassa del Tagliamento.
Fu nel 1997 che il Direttivo espresse la volontà di “rispolverare” un pe-
riodico associativo. Fu incaricato il sottoscritto che aveva una certa e-
sperienza in quel campo. La prima
pagina del 1°numero è riportata qui
sotto. Eʼ nato: “La Vôs del Fogolâr”!
Il primo numero contava 12 pagine,
ahimé in bianconero. Successiva-
mente arrivammo fino a 20 pagine;
in un secondo tempo 1ª e 4ª di co-
pertina e le 4 pagine centrali sono a
state stampate a colori.
Vanno ringraziati i pochi collaborato-
ri, fedeli da allora: Muner, Como, Del
Fabbro, Locatelli, Maria Fabbri, i si-
gnori Fumei, Macorigh e pochi altri.
, di R. Rossini
A sinistra, la prima pagina della 1ª copia; a destra, la prima pagina
del periodico di ottobre, già modificata rispetto a febbraio.
IL ME PAIS
Ce biel il me pais…
no lʼé su pal mont
e nencia in riva al mâr.
Lʼè fra il Tiliment e la palût
in mies dal vert.
Distesa scunfinada di panolis,
di formint,
di piopis chʼa dondolin
al prin vint.
Ce biel scoltà i gri
chʼà cjantin dutta not
e lis cicalis dut il dì
e lis ranutis chʼà scrasulin
chʼà saltin di fossat in fossat.
Ce biel il me pais…
cun il so profum di aria
di prât, di bagnât.
Mi plasin i so vecjos borgs
e lis glisiutis
e in mies la palût,
San Roc che al speta agost
par che qualchedun
lu vada a cjatà.
E lis ciampanis
che sul fasi il dì
fin a sera
à sunin, ti clamin...
C
e biel il me pais.
Nilla Locatelli
____________________________________________________________________________________La Vos dal Fogolâr____________________________




