Background Image
Previous Page  33 / 36 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 33 / 36 Next Page
Page Background

33

Come ricordato nellʼarticolo dellʼing. Paolo Fumei, il primo numero del

periodico associativo del Fogolâr vide la luce nel 1978, e precisamente

nel mese di febbraio, fortemente voluto dalla Vice Presidente

Sig.ra

Bruna Melotti Brusini, sostenuto dal Direttivo e realizzato tipografica-

mente da Paolino Muner, aiutato… dallʼolio dei suoi gomiti.

Era doveroso. Un sodalizio come il Fogolâr Furlan di Verona doveva

avere un mezzo di comunicazione valido, considerato che il computer e

Internet erano ancora nel Limbo.

Il primo numero portava il nome “

FOGOLÂR FURLAN di VERONE

” ed

era composto da 10 pagine formato A/4, di cui la n° 2 e n° 10 bianche.

Era tirato a ciclostile, il che significava – come molti si ricordano – che

ogni pagina del periodico andava ribattuta sulle appoesite matrici, che

poi sfornavano il numero di pagine voluto, manovrando la manovella

per ogni pagina. Un lavoro facile, ma lungo e noioso.

Chi più adatto di Paolino Muner che, abituato al monotono “tran tran”

delle ruote dei treni, sentiva come musica il “trin trin” del ciclindro della

macchina ciclostile che girava.

La stampa era assolutamente artigianale: battuta a macchina come si

poteva, con caratteri diversi e poi con i fogli stampati pinzati a sinistra.

Gli articoli erano occasionali e raffazzonati alla meglio. Riportiamo, qui

di seguito, il primo editoriale, firmato dal Presidente Gen. Luciano Or-

lando.

Il giorno 11 febbraio 1978, presso lʼIstituto “Don Bosco”, nella sala do-

ve spicca il simbolo della nostra friulanità: il “Caminetto”(cioè il fogolâr)

per lʼinteressamento del nostro attivo pré Pieri, non ci eravamo dati un

appuntamento soltanto per un momento convenzionale o retorico, ma

per una stretta di mano, esattamente ad un anno di distanza dal nostro

primo incontro.

Era opportuno, quindi, controllare insieme quanto era stato fatto ed il da

farsi per lʼavvenire.

Al di là dei consuntivi, restava comunque il piacere di vedere volti amici

e di parlare con loro con il nostro bel modo di esprimerci, con la sonorità

semplice del nostro linguaggio, con la spontaneità del nostro scarno

frasario.

In quellʼoccasione è stato distribuito il primo numero del nostro “notizia-

rio”, quello che, anche con un poʼ di pomposità abbiamo chiamato il

Giornalino del Fogolâr

”. Eʼ cosa modesta, ma anche quel piccolo la-

voro è frutto di spontaneità e di unione con tutti i friulani di Verona.

Di quei fogli ne seguiranno altri, come questo, periodicamente, ma se è

vero che qualsiasi lavoro significa anche fatica, è necessario che ognu-

no di Voi, perché il “Giornalino” è vostro, si unisca alla nostra buona

volontà con una forma attiva di partecipazione.

Qualsiasi notizia, racconto, poesia, tradizione, che sanno di “Friuli”, ci

aiuta nel lavoro redazionale. Perciò rivolgiamo a tutti la preghiera di

recapitare il materiale disponibile presso la Segreteria della nostra So-

cietà o di farlo pervenire alla Signora Melotti che si è volontariamente,

come sempre, assunta la parte più onerosa, ossia quella di raccogliere,

esaminare, valutare, selezionare e darsi da fare per il nostro successivo

“Editoriale”

Insomma, la Signora Melotti rappresenta il “Topo dʼarchivio” e i risultati

già si vedono. E alloraa dai… aspettiamo qualcosa da tutti, cercheremo

nel tempo di pubblicare tutto, sempreché la buona volontà ci faccia da

compagna affettuosa e paziente.

Durante la serata del nostro compleanno, è piaciuta molto la poesia “Lis

gnozzis dal grì”, recitata con tutta spontaneità e bravura dalla piccola

Tiziana. Interessante è stata la lettura di una delle “Predicis” di pré

Checo Placereani, sulla presentazione al pubblico del “messal furlan”

ove, evidenziando un aspetto politico-linguistico e carrellando le pere-

grinazioni del mondo friulano auspicava: “… sicome in chel timp culì ʻo

vin fevelât cun Lui (il Signôr) e par talian, al semee chʼa nol vêi scoltât

masse i Furlans, ʻo mi auguri che di chi indevant, cul Messâl Furlan,

nus scolti di plui…”.

A richiesta, in futuro, “lis predicjs” potranno essere ancora lette, com-

mentate e seguite da dibattito. Eʼ un modo come un altro di intendere e

di propagandare la nostra lingua.

Vivo compiacimento ha procurato in tutti lʼomaggio floreale destinato

alla Signora M. Luisa Salvador che, per prima, ci ha accolti nei suoi lo-

cali, allʼalbergo “Verona”. Eravamo in pochi in quel tempo, ma la corte-

sia della Signora Salvador ci ha permesso, sostanzialmente di gettare

“Las fondes” della nostra attività.

Del tutto inattesa, e perciò quanto mai gradita, lʼassegnazione al nostro

Vice Presidente, Signora Melotti, dʼuna medaglia dʼoro, con inciso: “il

nostro Fogolâr” e dedica. La Signora Melotti è rimasta gioiosamente

sorpresa e vivamente commossa e vuole esprimere al Consiglio Diretti-

vo e ai friulani tutti di Verona, ancora una volta il suo personale ringra-

ziamento per la rinnovata manifestazione di stima e di affetto.

E da ultimo, ma in prima linea, non potevamo dimenticare il nostro in-

stancabile e brioso Deotto. Un grazie per aver saputo scovare per il

simposio serale dellʼ11 febbraio, un ambiente gradevole e simpatico,

presso il quale contiamo di ritornare, di quando in quando, per trascor-

rere insieme altri momenti dʼallegrezza.

E ancora, al nostro Roberto, un ulteriore ringraziamento, senza alcun

riferimento al “Di qua o di là dellʼacqua” per lʼanimazione che egli im-

provvisa da tempo, ogni sabato sera, presso la sede sociale, dove

viene vivacizzato lʼallegro spirito di spontanea friulanità.

La nostra “Casa” è comunque finita! Abbiamo sì un patrimonio di idee,

inventive, iniziative, ecc. Ma il cammino che ci siamo prefissi è ancora

lungo. Dobbiamo trovare una sede nostra anche a costo di sacrifici.

Diamoci da fare tutti, dunque, nellʼinteresse di tutti. Avremo così ulterio-

re modo di consolidare ancora di mpiù i nostri amichevoli rapporti, che

comunque restano improntati a tutta cordialità.

Mandi!”

Le pubblicazioni terminarono nel 1982, per la impossibilità di prosegui-

re. Non è facile trovare le persone idonee e quelle che ti forniscano un

contributo scritto con una certa continuità. Fra le poche che scrivevano

allʼepoca e ancora dà il suo contributo ricordiamo, ringraziandola, la

Signora Nilla Locatelli. Ecco la prima poesia da lei pubblicata, con un

friulano particolare quello della bassa del Tagliamento.

Fu nel 1997 che il Direttivo espresse la volontà di “rispolverare” un pe-

riodico associativo. Fu incaricato il sottoscritto che aveva una certa e-

sperienza in quel campo. La prima

pagina del 1°numero è riportata qui

sotto. Eʼ nato: “La Vôs del Fogolâr”!

Il primo numero contava 12 pagine,

ahimé in bianconero. Successiva-

mente arrivammo fino a 20 pagine;

in un secondo tempo 1ª e 4ª di co-

pertina e le 4 pagine centrali sono a

state stampate a colori.

Vanno ringraziati i pochi collaborato-

ri, fedeli da allora: Muner, Como, Del

Fabbro, Locatelli, Maria Fabbri, i si-

gnori Fumei, Macorigh e pochi altri.





, di R. Rossini

A sinistra, la prima pagina della 1ª copia; a destra, la prima pagina

del periodico di ottobre, già modificata rispetto a febbraio.

IL ME PAIS

Ce biel il me pais…

no lʼé su pal mont

e nencia in riva al mâr.

Lʼè fra il Tiliment e la palût

in mies dal vert.

Distesa scunfinada di panolis,

di formint,

di piopis chʼa dondolin

al prin vint.

Ce biel scoltà i gri

chʼà cjantin dutta not

e lis cicalis dut il dì

e lis ranutis chʼà scrasulin

chʼà saltin di fossat in fossat.

Ce biel il me pais…

cun il so profum di aria

di prât, di bagnât.

Mi plasin i so vecjos borgs

e lis glisiutis

e in mies la palût,

San Roc che al speta agost

par che qualchedun

lu vada a cjatà.

E lis ciampanis

che sul fasi il dì

fin a sera

à sunin, ti clamin...

C

e biel il me pais.

Nilla Locatelli

____________________________________________________________________________________La Vos dal Fogolâr____________________________