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Ebbene, si!
Tra le ultime attività sorte al Fogolâr (ultima naturalmente solo in ordine
di tempo!) cʼè quella organizzata da un gruppo di signore che ha sentito
il desiderio di trovarsi in sede per provare un nuovo gioco di carte.
Già da molti anni in sede si fanno le gare di briscola, ma al presidente
Ottocento è piaciuta lʼidea di adeguarsi ai tempi e di aggiungere anche
un nuovo gioco che sta avendo enorme successo in tutta Italia e non
solo: il BURRACO.
Avrete capito che il burraco è un gioco di carte ed è un misto tra la
“Scala Quaranta”, la “Canasta” e il “Pinnacolo”; è facile ed entusia-
smante ma necessita di simpatiche strategie di gioco e, proprio per
questo, una partita può regalare più di una emozione.
Il nome BURRACO deriva dalla lingua portoghese e significa “setaccio”
perché in questo gioco alcune cose bisogna lasciarle passare e altre
no, come fa un setaccio, secondo la grandezza dei suoi fori.
Il burraco proviene dal Sudamerica e precisamente dallʼUruguay (lin-
gue: portoghese, spagnolo e italiano, capitale Montevideo) dove si è
sviluppato negli anni Quaranta del secolo scorso.
Le regioni del sud Italia, grazie ai molti emigranti che rientravano in Pa-
tria, furono le prime ad assimilare questo gioco; in particolare la Puglia
ha avuto un ruolo importante nella sua espansione.
Anni ʼ90 - Ecco un bel tavolo di Briscola dove le “Bionde” sfidano le
“More”, ta una fumatina e lʼaltra.
La novità e anche la bellezza del Burraco sta nel fatto che la strategia di
gioco cambia continuamente durante la partita secondo le circostanze
in cui ci si trova e quindi non è sempre facile giudicare se è meglio
scartare o no una certa carta oppure costruire o no una certa combi-
nazione.
Negli anni Novanta è letteralmente esploso in tutta lʼItalia e quindi si è
sentita le necessità di unificare e formalizzare le regole di gioco che
erano alquanto diverse, non solo da regione a regione ma addirittura da
paese a paese.
Presero così il via i primi tornei e oggi non vi è città in cui non ci sia
almeno un circolo o una associazione in cui non si giochi a Burraco. La
sigla della Federazione Italiana Burraco è F.I.Burr.
Naturalmente, almeno dal Duemila, si gioca ovunque nel mondo, anche
in Germania, Inghilterra, Spagna e Francia. In questʼultima si chiama
Birimba, come nella nostra Lombardia.
Vi è venuta la voglia di conoscere questo gioco?
Ecco che in sede del Fogolâr Furlan ogni giovedì alle ore 16 un gruppo
di amici si ritrova e, pur giocando con serietà e passione, gode del-
lʼoccasione di stare insieme e di scambiarsi qualche parola. Non si
paga nulla per la partecipazione ma in compenso i vincitori non rice-
vono nulla tranne i commenti “bravi!!” oppure “che fortuna!!” degli altri
compagni.
Una volta allʼanno, però, il Fogolar fa le cose in grande! Verso novem-
bre infatti organizza un vero e proprio torneo di Burraco con tanto di
giudice imparziale che controlla il rispetto delle regole. Vi gareggiano di
solito una ventina di persone. In questa occasione si paga una piccola
quota di partecipazione, ma in compenso alla fine della gara vengono
premiate le prime tre coppie classificate, con prelibati prodotti di con-
sumo alquanto apprezzati
Durante lʼanno i giocatori che vengono in sede per giocare a Burraco
non sono tanti e quindi vi invitiamo a partecipare, perché è bello trovarsi
Ecco la Carla Fumei, assieme alla Lia Boria, in occasione di una gita
nel Lazio, mentre trae linfa ed ispirazione da una bella famiglia di glicine
per delle eccezionali “smazzate” a Burraco al rientro in sede, il giovedì
tra amici e chiacchierare un poʼ tra una partita e lʼaltra, contribuendo
così, anche in questa maniera, a tenere vivo lo spirito dl aggregazione e
di amicizia proprio del Fogolâr Furlan.
Va detto, per amore della verità che i tavoli del nostro Fogolâr ne hanno
viste di partite a carte: a migliaia, in 40 anni!
Allʼinizio erano quasi solo gli uomini che ci cimentavano a “Sanguigne”
sfide a Briscola, a Scopone ed a Tressette (al più e al meno). Poi anche
le Signore hanno cominciato a sfidarsi fra loro o a coppie miste, ag-
giungendo anche la “Scala quaranta”.
Ogni mese veniva fatto un torneo, articolando i giochi secondo le cate-
gorie, con interruzione per una eventuale “Spaghettata” o dintorni.
Ai nostri giorni la Briscola e il Tressette sono in dismissione, mentre la
“Scala a Quaranta” è stata giudicata obsoleta e chi tentasse di giocarla
è guardato come se fosse un “Extracomunitario”!
Il Burraco domina, guai a chi non lo gioca. Le partite sono accese e
colorite; le “Ciacole” abbondanti e gioiose. Purché non si sbagli!!!
di Carla Fumei
___________________________Ls Vos dal Fogolâr______________________________________________________________________________________




