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Appena venne inaugurata la sede sociale del Fogolâr, la nostra Socia
Beppa Cussigh, ci regalò una serie di 5 piastrelle 20x20, dipinte oppor-
tunamente, che messe in fila una dopo lʼaltra formano la frase “FOGO-
LÂR FURLAN”.
Furono subito “murate” su una parete del locale adibito a cucina, vicino
allo “spolert” e lì sono tuttora visibili a tutti, in bella vista.
Poi, avvenne che il Socio Giorgio Della Puppa, appassionato ed irridu-
cibile collezionista di piatti da muro dei Ristoranti del “
Buon Ricordo
”,
ebbe unʼidea, una felice intuizione, come a volte capita.
Lui se ne intende di piatti del “
Buon Ricordo
”, perché ne ha circa 600,
raccolti a prezzo di viaggi, pranzi e “ripranzi”, indigestioni e tanta atten-
zione. Ne ha appesi centinaia nelle pareti della cucina, in buon ordine e
con la dovuta logica, mentre tanti altri li tiene in un contenitore, per evi-
tare rivolte muliebri troppo accese.
Perché non prevedere la creazione, una volta allʼanno, di un piatto
siimilare dedicato a luoghi, fatti, costumi e persone friulane? Tale piatto
sarebbe stato donato a Natale, dal Direttivo del Fogolâr, alle Signore
Socie che sistematicamente sʼimpegnavano negli incontri conviviali
mensili del “Sabato Sera”, presso la nostra sede ed ad altri meritori.
La proposta fu posta allʼattenzione del Consiglio Direttivo che, dopo una
serie di brevi consultazioni, approvò lʼidea, allargandola alla possibilità
di acquisto da parte dei Soci che lo volessero avere. Sarebbe anche
servito come soggetto indicativo del Fogolâr, da offrire in occasioni di
visita esterne, in occasione di mostre o per omaggiare conferenzieri o
autorità che fossero venuti alla sede per una loro esposizione.
Insomma un “Distintivo” del Fogolâr, una sorta di Crest moderno, da
conservare nel tempo.
Ma cʼera anche un altro motivo, più recondito, da considerare.
Allʼepoca erano altri tempi e cʼerano difficoltà a far afflure 25, 30 perso-
ne per un pranzo. La disponibilità di un piatto del genere avrebbe mos-
so qualcuno in più a venire, per poterlo acquisire.
Ben, ma chi fu lʼideatore del primo piatto, nel 1981?
Lʼincarico se lo prese lʼarchitetto Rosa Fauzza, che aveva dimestichez-
za con i pennelli, colori e la creazione artistica. Raffigura un fogolâr co-
mʼera una volta, con tratti molto semplici ed essenziali
Lʼabitudine del “piatto” prese subito piede, tanté che è giunta fino ad og-
gi. I piatti esistenti, uno allʼanno, oggi sono 37. Si sono alternati vari e
varie artisti con metodologie di lavoro e stili diversi, per farli.
Altri 7 piatti, dopo il primo, dipinti a cura di insegnanti come i prof. Fan-
tini e Signora, rappresentano sempre il fogolâr, ma con stili diversi.
Tutti gli altri piatti hanno vari soggetti, tutti tipici della tradizione friulana.
Il fogolâr, il cjavedal, le pannocchie, i costumi, il ballo, le villotte e di-
versi altri motivi ispiratori, quali la gerla, i “seglots”, coi quali le donne
andavano ad attingere lʼaqua ai pozzi o alle fontane, ecc..
Tutti sono completati da una frase, lungo il bordo, scritta in lingua friula-
na, che indica il soggetto che è stato il motivo ispiratore.
Da un paio di edizioni, il piatto è stato dipinto dal prof. Gianni Lollis,
nostro Socio ben apprezzato, che ha portato una ventata di freschezza
e fantasia creativa. Sono moderni e slanciati: proprio belli.
In questo caso, e per adesso, il motivo è fisso: le province friulane con
uno degli angoli più caratteristici.
“
La piazza San Giacomo
”, per Udine, il “
Castello
”, per Gorizia e la
“
Piazza del Municipio
”, per Pordenone.
Le province friulane sono finite: cosa ci proporrà il futuro?
Beh, si vedrà: motivi da eternare ce ne sono molti e state pure sicuri
che ne vedremo di tutti i… colori.
,
di M. Macorigh
_____________________________La Vos dal Fogolâr_______________________________________________________________________________________________________________________________




