Background Image
Previous Page  23 / 36 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 23 / 36 Next Page
Page Background

23

Verona, città conosciuta ed apprezzata nel mondo per la sua storia, le

sue bellezze artistiche, le attività areniane, il lago di Garda, il riso della

Bassa, il marmo della Valpolicella, è famosa anche per le tante e impor-

tanti manifestazioni fieristiche.

E non dimentichiamo la leggenda di “Giulietta e Romeo”.

Una delle manifestazioni fieristiche, forse la più importante, è il “Vinitaly”

- Salone Internazionale del Vino giunto, nel 2016, alla sua 50ª edizione,

con circa 4.200 espositori provenienti da ogni parte del mondo. Circa

150.000 sono stati i visitatori, con degustazioni, convegni dedicati, con-

corsi a premi e via così. E tanti, tanti, tanti assaggi.

Anche la Regione Friuli Venezia Giulia è presente al Vinitaly, con varie

cantine e molte eccellenze. La rivista americana “Wine Spectator” ha

stilato una lista delle 100 migliori cantine e con nostro piacere possiamo

notare che quattro sono proprio friulane: Jermann, La Tunella, Livio Fel-

luga e Vie di Romans. Questo è un grande risultato per un territorio co-

me il Friuli Venezia Giulia, che vede così confermata la propria produ-

zione di vini bianchi a dir poco eccellenti.

I vini del Friuli contengono un mosaico di influenze: dalla Germania alla

Slovenia, sino naturalmente allʼItalia. Il Friuli è una delle regioni italiane

più famose per i suoi vini bianchi dʼottima qualità. In verità in Friuli è fa-

cile trovare anche eccellenti espressioni di vini rossi.

Da sempre legato al Tocai (oggi chiamato “Friulano”, ma non da noi) il

patrimonio vinicolo friulano è unʼinfinita scoperta: Ribolla, Pinot Grigio,

Pinot bianco, Sauvignon, Verduzzo, Traminer, Riesling, Picolit, Raman-

dolo, Schioppettino: ce nʼè per tutti i gusti. Per non parlare di rossi: Mer-

lot, Cabernet, Refosco dal peduncolo rosso, Malbeck, solo per citarne

alcuni tra i più comunemente noti.

I vini friulani hanno un profilo che li riconduce sempre al territorio.

Il Collio, le Grave del Friuli, il Carso, i Colli Orientali sono alcune delle

zone vocate del vino friulano.

Il nostro Presidente Enrico Ottocento, da sempre attento alle manife-

stazioni che vedono coinvolte le peculiarità della nostra terra, cinque

anni fa ebbe una brillante ispirazione.

Sospinto, probabilmente, dai residui di vapori alcoolici dopo una serata

brava (ma ben vengano!), sognò di dar vita ad una sorta di “Mini Vini-

taly”, in ambito Fogolâr, dedicato ai Soci, friulani e veronesi, ma senza

dimenticare i benpensanti del bicchiere, in genere.

Parlato dellʼidea al Consiglio Direttivo, ecco che sono state subito getta-

te la basi per un evento serale dedicato ai vini e prodotti friulani, un paio

di giorni prima dellʼinizio del Vinitaly in Fiera.

Cercati alcuni contatti con vari produttori friulani e avutone lʼassenso,

lʼincontenibile e vulcanico Presidente ha concordato un menù speciale,

coinvolgendo anche degli Chef friulani.

Cinque sono sempre i passaggi gastronomici: il benvenuto, lʼantipasto,

il primo, il secondo e il dolce, tutti, quasi sempre, tipicamente friulani.

Ad essi vengono abbinati vini rigorosamente friulani del Collio o dei Colli

Orientali. Nel 2016, ad esempio, si cominciava con le bollicine del Pre-

sidente dellʼEnte Friuli nel Mondo Pittaro, cui seguiva un Tocai friulano

ed a seguire una Ribolla Gialla, poi un prezioso pignolo, per finire con

un gioioso Ramandolo.

La prima edizione, nel 2013, fu consumata nella sede del Fogolâr e re-

gistrò una sessantina di presenze; lʼanno dopo, presso la Tenuta Al-

bertini, le adesioni crebbero e superarono i cento conviventi, Nel 2015,

ci ritrovammo ancora nella tenuta Albertini e ci furono oltre 150 adesio-

ni. Infine nel 2016 ci riunimmo nel bel locale di Mezzane di Sotto al “Bac

co dʼOro, con ol

tre 160 adesioni.

Un gran succes-

so per gli straor-

dinari e raffinati

vini che accom-

pagnavano le va-

rie portate, pre-

sentati dai rispet-

tivi produttori, u-

no dopo lʼaltro.

Eʼ stato un vero

piacere vedere i

conviventi ele-

ganti e contenti

alla fine dellʼin-

contro convivia-

le, che avevano

apprezzato

in

pieno la proposta

ed i suoi conte-

nuti.

Anche questʼanno il Fogolâr di Verona, o meglio il Presidente Ottocento

(perché il merito è principalmente suo), organizzerà un Minivinitaly: la

quinta edizione. Non sappiamo bene ancora il menù ma possiamo an-

ticipare che, udite, udite: si inizierà con il migliore prosciutto crudo al

mondo, cioè il Prosciutto Wolf e lo speck di Sauris, per finire col Picolit

di Ermacora. Due rare eccellenze!

Tra lʼuno e lʼaltro si alterneranno il Brut Ribolla Gialla di Pittaro, il Tocai

Friulano di Franco Toros, il Pinot Bianco dei Feudi di Romans, il Cja-

randon uvaggio di Merlot e Cabernet del Ronco dei Tassi, poi il Picolit di

Ermacora..

Una novità sarà che in questa edizione ci sarà lʼinserimento di una car-

rellata di formaggi friulani a completare lʼopera.

Che Dio ci aiuti

” per sopravvivere, si potrebbe dire, parafrasando ll fa-

moso slogan di un brillante programma televisivo, recente, ma noi pre-

feriamo dire: “Che Dio aiuti chi non avrà il piacere di essere presente. E

li compensi, se può, in altro modo”.E complimenti ancora al Presidente!

_____________________________La Vos dal Fogolâr_____________________________________________________________________











, di Wilfredo Abriotti