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buste, nè francobolli, stando comodamente in casa, con tempi di rispo-

sta enormemente inferiori a quelli della posta normale, ecc.)

Attualmente, la segreteria del Fogolar è dotata di un computer portatile

e di due stampanti, mentre la sala “conferenze” ha un altro portatile col-

legabile ad un impianto di amplificazione audio per la stereo-diffusione,

un videoproiettore e uno schermo fissi a soffitto. Entrambi i portatili per-

mettono un accesso veloce a Internet.

Inoltre, poiché lʼuso del computer risulta un poʼ ostico per qualcuno, in

sala vi è anche, come alternativa, un apparecchio multifunzione che,

collegato al videoproiettore, fa tutto da solo, essendo dotato di casse

acustiche proprie, potendo leggere dischi CD e DVD e chiavette USB,

nonché ricevere le stazioni radiofoniche.

Quindi nella sala conferenze è ora possibile ascoltare suoni e vedere

foto e filmati da CD o DVD, da chiavette USB o direttamente da In-

ternet.

Inoltre abbiamo anche un sistema di amplificazione microfonica ”por-

tatile” ad uso di qualche conferenziere scarso di voce.

Un bel salto di qualità, ma non è stato facile installare tutto questo “in

casa”. Cʼè voluto, ad esempio, lʼimpegno di Danilo Poiana con la sua

perizia di artigiano per appendere stabilmente il videoproiettore al sof-

fitto nonostante la presenza del controsoffitto.

Siamo partiti nel 2009, pensando che fosse sufficiente un solo com-

puter portatile, con collegamento veloce a Internet, posto in segreteria,

un videoproiettore con relativo schermo installati in sala e un sistema di

amplificazione sonora pure in sala.

Al momento del bisogno bastava trasferire il portatile in sala e collegarlo

al videoproiettore e allʼamplificatore audio. Così, la visione e lʼascolto di

CD, DVD e chiavette USB erano assicurati e il problema delle confe-

renze sembrava risolto.

In pratica, lʼutilizzo di tale sistema si è rivelato macchinoso in quanto,

per essere utilizzato, richiedeva ogni volta lʼintervento di almeno un ad-

detto ai lavori (Antonio Brunetta e/o il sottoscritto)

Così, nel 2014 il presidente Enrico Ottocento ha acquistato per il Fogo-

lâr lʼapparecchio multifunzione di cui sopra, un secondo portatile (uno

per la segreteria e uno in sala) e un tipo di collegamento a Internet in

grado di servire entrambi i PC. Siamo così giunti alla situazione attuale.

Non so cosa ci riserverà il futuro, però finora, grazie alle nuove tecnolo-

gie, il miglioramento cʼè stato.

Adesso è auspicabile che qualcuno (magari minore di 60 anni) utilizzi

queste apparecchiature prima che diventino a loro volta obsolete.

Speriamo che non facciano la stessa fine della libreria, che giace da

anni in completo oblio, non essendoci nessuno che la utilizza!

Comunque, bando alle malinconie.

Evviva il Fogolâr e tutti i suoi associati!

Paolo Fumei

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Era il dicembre del 1995.

Il piacere di ritrovarsi al Fogolâr aveva fatto nascere già da qualche

tempo il “

Giovedì delle Signore

”! Ogni giovedì le donne si ritrovavano.

Era un modo per ritrovarsi per “Favelà par furlàn”, sentirsi unite al Friuli,

ricordandone gli usi e le tradizioni dei nostri paesi dʼorigine. Ognuna di

noi portava le sue esperienze di vita e, specialmente le “Diversamente

giovani”, raccontavano delle consuetudini legate alle stagioni, alle varie

festività, ai lavori, alle usanze comuni. Era un travaso di conoscenze.

E ciascuna, più o meno a turno, preparava in casa qualcosa da consu-

mare insieme: una torta, dei biscottini, che arrivavano al Fogolâr ancora

tiepidi e altre piccole leccornie. Non certo per… golosità (!!!), non si

pensi male, ma per puro… spirito di partecipazione!

Quasi sempre ci veniva a trovare al Fogolâr pré Pieri Candusso, per

salutarci e fare due chiacchiere. Era, e lo è sempre stato, un coinvol-

gente, gravido di idee e fantasia.

Una sera, allʼinizio di dicembre, si parlava delle varie ricorrenze del me-

se e delle feste dei bambini: San Nicolò e i Krampus che si ricordavano

il 5 dicembre in alcune zone del Friuli, la Santa Lucia a Verona e dei

regali che Babbo Natale (impersonato dalla Signora Ida Pegoraro) a-

vrebbe portato ai bambini figli dei soci del Fogolâr.

Prè Pieri, che era stato presente a questi discorsi, intervenne manife-

stando il desiderio che, oltre allʼAlbero di Natale (che già si faceva), si

potesse avere anche un piccolo Presepe in sede, per rispettare anche

al Fogolâr la vecchia tradizione a noi cara.

Io, un poʼ per scherzo e un poʼ per sfida, dissi che mi pareva una buona

idea, ma che sarebbe stato ancora più bello e significativo realizzare un

Presepe friulano; fatto sta che, avuta lʼapprovazione del sacerdote, cer-

cai di convincere e coinvolgere altre persone presenti nel progetto

(Ndr.:

e tutti noi sappiamo che quando la Maria Franco ha un progetto

in testa, prima o poi coinvolge tutti, anche…”Obtorto collo”, con buona

pazienza di suo marito Antonio!)

In breve, il Presepe vide la luce, semplice, scarno, ma era pur sempre

un Presepe!

Il primo Presepe realizzato per il Santo Natale 1995 aveva solo quattro

personaggi ed era ambientato in una vecchia casa friulana, dove faceva

lʼocchiolino un grande fogolâr (disegnato da pré Pieri), con la culla, un

tavolo con la bree e la polenta” e una panca rustica, costruiti da Silvia e

Guido Corolaita. I personaggi: la “Nonna”, seduta in un angolo, che la-

vora la lana con i “Fiers de gucje” è stata portata dalla Signora Ida.

Ispirandomi alla figura di questa “nonnina” ho cercato di imitarne lo stile

per creare la Madre ed il Bambino, ripromettendomi di ampliare il Pre-

sepe, con nuovi personaggi, negli anni successivi. Anche perché non ci

sarebbe stato il tempo per approntarli in pochi giorni.

Il Padre, Giuseppe, ci fu imprestato da una gentile signora, che però a

gennaio se lo è riportato a casa e non ha più fatto parte dei successivi

Presepi, negli anni seguenti.

Questo fu il primo Presepe

Questo Presepe venne sistemato per vari anni (dicembre e gennaio) su

un tavolo della sala della biblioteca. Da qualche anno il tavolo grande

non è stato più disponibile e allora ho deciso di usare due ripiani della

liberia, nel corridoio di servizio. Forse meno visibile, ma più raccolto.

Nel piano inferiore è sistemata la Natività (posta in una casa friulana),

col fuoco del Fogolâr che scalda, cjavedâl (cioè lʼalare) con le pentole di

rame appese e gli attrezzi da cucina, la “Cosse cui lens pal fûc” e,

naturalmente, il cappello dʼAlpino appeso alla parete; sulla tavola tro-

viamo la “Polente e la bocalete cul vin”. Ho fatto i piatti e le brocche con

la pasta-sale, decorandoli a fiori, come si usa in Friuli.

Al piano superiore si vede uno scorcio di prato con piante, le pecore, un

pastore,la donna con la gerla e quella che porta lʼacqua. Eʼ un poʼ al

buio? Si, ma spero che qualche persona di “Buona volontà” riesca, per

il prossimo anno, a sistemare un paio di luci, per dare più visibilità alle

due scene. Per me questo è stato un modo per ricordare i Natali del-

lʼinfanzia, quando ci si sentiva tutti amici e uniti. M.F.