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Nel febbraio 1977, uno sparuto ma determinato gruppo di friulani resi-
denti a Verona e provincia, tra i quali cʼero anchʼio, pensò bene di riu-
nirsi presso lʼhotel Verona, gestito dalla Signora Luisa Salvador, friulana
anchʼessa, con la precisa idea di fondare un Fogolâr Furlan nella città
scaligera. Nacque così, in un clima di gioiosa speranza, la nostra Asso-
ciazione - che nel corso degli anni, per adesso sono 40, è cresciuta col
successo - e che ora festeggiamo con fierezza.
Fui ben presto invitata ad assumermi la responsabilità di una Segreteria
tutta da inventare, che nei primi mesi era stata gestita dalla brava ed in-
dimenticabile Signora Bruna Melotti.
Lo fui per il biennio 1979-81. Dopo di me lo fu Bruno Marconi (sempre
animato da uno spirito costruttivo spesso scherzoso), poi Bruna Melotti
(anche lei piena dʼiniziative per “ingrandire” e rendere migliore il Fogo-
lâr), ancora Mario Toneatto (un vero e proprio “Guardiano” della sede
sociale, burbero, ma dʼanimo molto buono. Tra lʼaltro fu sua lʼiniziativa
di fare gli auguri ai Soci in occasione del loro compleanno con cartolina
specifica), infine ecco Orfeo Minuzzo (così comʼera appassionato gioca-
tore di carte, altrettanto lo fu come segretario).
Dal 1998 ho ripreso io lʼattività di Segretaria, sostituendo il Minuzzo, col
quale già collaboravo, peraltro, per alcuni aspetti.
Lʼincarico di Segretario è di notevole impegno in ogni tipo di Associa-
zione o ente simile. Il Segretario è una specie di cuscinetto a sfera tra il
Ecco la Segretaria Signora Maria Luisa Macorigh, in Caltran, di Cividale
del Friuli, intenta a registrare un pagamento di quota fatto da un Socio-
con la consueta concentrazione. Denaro che entra (benvenuto) bollino e
ricevuta che escono. Il “Dare e Avere” è a posto, non scappa niente!
Presidente e i Soci. Dispone che si realizzi quanto richiesto dal Presi-
dente, ma nel contempo deve fornirgli suggerimenti utili in base a quan-
to affiora dai contatti con il Soci, lo deve “Sospingere quando serve”.
Il Segretario deve sempre sapere tutto quanto succede, deve ricordare
le scadenze, deve essere quasi sempre presente.
Allʼinizio sembrava tutto facile, ma pian piano sono arrivate le sorprese:
la compilazione e lʼaggiornamento dello schedario dei Soci, lʼinvio delle
circolari mensili (a questo proposito, assieme al gen. Rossini si porta-
vano le circolari allʼAgenzia Espressi di Basso Acquar, per risparmiare).
Purtroppo, dopo poco, tale agenzia fu assorbita dellʼEnte Poste, col
conseguente aumento del costo di spedizione, che cercavo di contene-
re anche consegnando le circolari personalmente ai Soci. Direttamente
a quelli residenti vicino alla sede del Fogolâr, a mezzo di Soci assidui
frequentatori del Fogolâr stesso, che a loro volta le distribuivano ad un
certo numero di altri Soci.
Con la “nascita” (o meglio rinascita) del giornale associativo “
La Vôs dal
Fogolâr
” si aggiunse un nuovo problema di distribuzione. Quando non si
rusciva a recapitarlo “Brevi manu” e si doveva ricorrere alla spedizione
si poneva il problema dellʼaffrancatura delle buste. Infatti, non essendo-
ci in commercio, alle Poste, un francobollo del valore richiesto (il peso
del giornale superava la tariffa normale) bisognava fare un collage, di
più francobolli, col risultato di “Tappezzare” la busta che sembrava un
piccolo mosaico!
Quindi caccia alle tabaccherie o agli uffici postali per trovare un numero
di francobolli sufficienti. Ma non basta, poi cʼera il problema della spedi-
zione dei bustoni. Un centinaio e oltre di buste pesavano notevolmente.
Come portarle agli Uffici Postali senza farsi venire il mal di schiena?
Allora si offrivano dei volontari che si dividevano il carico e provvedeva-
no al trasporto allʼufficio competente del proprio quartiere. Io provvede-
vo al trasporto a mezzo della mia fraterna e fedele bicicletta, anche se
dovevo… gonfiare maggiormente le gomme, per il peso.
Con lʼadozione, dopo parecchi anni, del computer e del Servizio Internet
la spedizione postale si ridusse di una buona quota. Grazie a Dio!
Un lavoro molto impegnativo e costante è quello del controllo della re-
golarità del pagamento delle quote associative. Un lavoro delicato per-
ché cʼé chi si “dimentica” di pagare la quota, chi rimanda 12 volte tale
pagamento, chi apre una polemica perché la quota è troppo alta, chi
suggerisce, invece, di aumentarla. Insomma, per un motivo non sempre
plausibile, si arriva al mese di otto-
bre e ancora ci sono diversi Soci
che non hanno provveduto alla le-
galizzazione della loro posizione.
Insomma, per far fronte a questi fe-
nomeni viene il mal di testa.
Lʼassiduità e la conoscenza di ogni
“Segreto” del Fogolâr è sempre mol-
to importante: per conoscere i nuovi
Soci e spiegare loro finalità, attività e
normative riguardanti il sodalizio; è
utile per conoscere meglio i nuovi
Soci e poter essere dʼaiuto a chi
chiede informazioni (anche per te-
lefono). Insomma: la Segreteria è il
punto di riferimento per lo svolgi-
mento della vita del Fogolâr.
Ultimamente ho chiesto aiuto alla
bravissima Socia Flavia Abriotti, ca-
ra amica, che mi sostituisce quando
sono costretta ad assentarmi e che
ringrazio caldamente per il suo ap-
passionato e fattivo contributo.
Nello svolgimento delle mie attività
ho avuto lʼoccasione di conoscere
tutti i Presidenti che si sono succe-
duti: il gen. Luciano Orlando, lʼarch.
Rosa Fauzza, il geom. Cuzzolin e
infine il rag. Paolino Muner.
Di tutti loro, sia quelli la cui foto è
visibile da una parete (cioè coloro
che, ahimé, sono… “Andati Avanti”) e sia coloro che con nostro piacere
sono ancora qui con noi ho un bellissimo ricordo per quanto hanno fatto
per il Fogolâr e per tutti noi.
Per lʼattuale Presidente, Maestro del Lavoro, Sig. Enrico Ottocento è
ancora prematuro parlare di ricordi (anche perché rischierei il… licen-
ziamento), anche se le premesse dicono chiaramente che saranno ot-
timi. Attivissimo, é sempre presente, cortese e ricco di risorse: un gran
lavoratore
Ringrazio tutti Voi Soci, sempre corretti e disponibili, che avete sempre
inteso agevolare il mio lavoro.
GRAZIE a TUTTI!
P.S.:… e mi raccomando: la quota! Marisa Macorigh
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La Vos dal Fogolâr________________________________________________________________________________________________________________________________
di M. Macorigh




