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40 anni! Si fa presto a dirlo, ma quanti avvenimenti sono accaduti, che

ce li ricordiamo o no!

Vediamone alcuni aspetti legati alla tecnologia.

Lo “Sfuei”

Qualche giorno fa, cercando qualcosa tra le carte del Fogolâr che

conservo a casa, ho trovato una copia del ”Sfuei” del 1982 (il nostro

periodico “

La Vos dal Fogolâr

”, soprannominato lo “Sfuei”, comʼè uso

dire Paolino Muner). Mi sono incuriosito e così ho imparato (o forse è

meglio dire “ricordato”?) che nellʼormai lontano 1978, poco più di un

anno dopo la nascita ufficiale del Fogolâr, usciva il primo “Sfuei” con lʼe-

ditoriale firmato da Bruna Melottie Brusini, che, per chi ancora non lo

sapesse, era lʼanima del nostro Fogolâr

Di lei conservo un ricordo che mi ha particolarmente colpito. Quando

era ricoverata in ospedale, pochi giorni prima di morire, sono andato a

trovarla. Sapete cosa stava facendo? Seduta a letto era tutta indaf-

farata a telefonare a destra e a manca per organizzare la spedizione di

un camion di aiuti, per non ricordo più quale popolazione estera in

difficoltà! Altro che pensare a se stessa e alla propria salute!

Al primo numero ne seguirono altri, fino al 1982.

Non si trattava di un vero periodico ma di una specie di circolare interna

riservata ai soci, stampato con mezzi di fortuna.

Se ne occupava Paolino Muner il quale mi ha raccontato che i primi nu-

meri li “tirava“ col ciclostile esistente al Fogolâr il che significava, tra

lʼaltro, ribattere, con una macchina da scrivere, ciascuna pagina degli

articoli da pubblicare su una apposita matrice necessaria per la crea-

zione delle copie. Altro che computer e relativa stampante!

Successivamente aveva impiegato una delle prime fotocopiatrici che

usavano carta normale, di cui riusciva a ottenere lʼuso gratuito. Prati-

camente si andava avanti alla giornata.

Le copie che possiedo (del 1982) riportano sulla copertina il titolo “Fo-

golâr Furlan”, con tanto di timbro ufficiale dello stesso, lʼindice degli

articoli (Tabele) e, più sotto, due mani che si stringono significativa-

mente col sottotitolo “sfuei pai furlans di Verone e i lor amîs” e la data;

sempre in friulano.

Nel 1997, in occasione del ventesimo del Fogolâr, esce il primo numero

della nuova edizione del giornale associativo, col ben noto titolo bilingue

e stampato in tipografia (ovviamente in bianco e nero). Curato da Ro-

berto Rossini (il famigerato “RoRo”), contava 12 pagine, progressiva-

mente aumentate nel corso degli anni e arricchite anche da qualche pa-

gina a colori.

Il merito principale di aver portato avanti negli anni questa iniziativa è di

Roberto Rossini che non si è mai stancato di cercare nuovi redattori e

di stimolare i pochi esistenti a scrivere articoli sempre interessanti per il

nostro “Suei”, che è giunto ad avere 20 e talora 24 pagine.

Corsi di computer

Corsi di computer di avviamento allʼuso del computer. Avendo due sole

macchine, il numero dei partecipanti era limitato, tuttavia in questo

modo alcuni soci (e socie) sono riusciti a penetrare nellʼuniverso di

Internet, se non altro per “chattare”. Vale a dire per chiacchierare (cioè

scambiarsi messaggi in tempo reale) per mezzo del computer, ove “in

tempo reale” significa che tra lʼinvio di un messaggio e il ricevimento

della risposta non ci sono tempi morti.

Le stampanti usate erano anchʼesse di Intorno al 2000; saputo che una

banca locale aveva dismesso alcuni dei suoi PC ritenuti obsoleti, il

Fogolâr era riuscito ad accaparrarsene due. Così dal 2001 al 2003, su

richiesta di alcuni nostri soci, ho potuto tenere in sede due o tre corsi

con apparecchi di seconda mano, fornite da qualche socio volonteroso

Il più valido dei due PC è stato usato in segreteria fino al 2009.

Cenni storici sulla riproduzione audio e vi-

deo negli ultimi 40 anni

Riproduzione della musica

Alla nascita del Fogolâre fino alla metà degli anni ʼ80 cʼerano (qualcuno

se li ricorda ancora?) i dischi in vinile a 78, 45 e 33 giri, e le cassette

audio (formato Philips) e quindi il Fogolâr si era procurato un giradischi

“alta fedeltà”e un lettore di cassette collegati a due monumentali casse

acustiche. Forse scarseggiavano i dischi, fatto sta che questa apparec-

chiatura è stata usata raramente.

A metà degli anni ʼ80 è arrivata la “rivoluzione” digitale con i “compact

disc” (i cosiddetti CD) che hanno rapidamente sostituito i dischi in vinile.

Sono infatti più leggeri, compatti e meno fragili, più pratici da usare e

conservare e inoltre possono contenere molti brani musicali e soprattut-

to consentono una riproduzione sonora del tutto priva di fruscio e asso-

lutamente fedele. Essendo la loro registrazione di tipo digitale, possono

riprodurre non solo i suoni ma anche le immagini e qualunque altro tipo

di informazione (ad esempio dati per i computer), però non hanno la

capacità di memorizzare i film.

Riproduzione dei filmati

Nella seconda meta degli anni novanta, si diffondono i DVD, esterna-

mente uguali ai CD ma capaci di contenere anche i film.

Compaiono sul mercato anche le cosiddette chiavette USB, memorie

elettroniche delle dimensioni di un piccolo portachiavi, anchʼesse in gra-

do di memorizzare suoni, immagini e dati, la cui capacità di memoria,

inizialmente piuttosto limitata, si èmoltiplicata esponenzialmente in que-

sti ultimi anni.

Ritorniamo ora al nostro Fogolâr.

La sala conferenze e il videoproiettore

Nellʼambito della sua attività culturale, il Fogolâr ha sempre tenuto, nel

suo salone, conferenze su argomenti interessanti, sia per friulani che

per veronesi.

Inizialmente (chi se lo ricorda?) i conferenzieri si

limitavamo a parlare e, se avevano bisogno di far

vedere qualche figura, la disegnavano a mano su

una lavagnetta mobile fornita dal buon Paolino

Muner. Poi qualcuno ha iniziato a proiettare delle

diapositive, portandosi da casa il proiettore ed

eventualmente anche lo schermo.

Infine altri hanno iniziato a proiettare immagini da

DVD, usando il proprio computer collegato al pro-

prio video proiettore.

Le conferenze erano così molto più interessanti,

ma piuttosto scomode per i conferenzieri.

Per tutto questo e sotto la spinta innovativa del

Presidente Enrico Ottocento, tra il 2009 e il 2014 il

Fogolâr ha imboccato con decisione la via del-

lʼammodernamento tecnologico, dotandosi di un

proprio sito Internet (

www.fogolarfurlanvero-

na.eu )

, di un nuovo indirizzo di posta elettronica

( fogolarfurlavr@gmail.com

) e di una attrezzatura

informatica finalmente al passo con i tempi.

Il sito del Fogolâr, curato da Giorgio Rinaldin) è

una vera miniera di informazioni sul Fogolâr stes-

so ((struttura, finalità, storia, contatti, coro, giorna-

le, attività ed eventi in programma e passati, ecc)

nonché sul Friuli e i friulani (ad esempio, estratti

dei principali quotidiani locali). Vale a pena di

consultarlo con attenzione.

La posta elettronica (email) permette lo scambio di corrispondenza per

via telematica, cioè attraverso i computer, con evidenti vantaggi: niente

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La Vos dal Fogolâr___________________________________

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, di Paolo Fumei