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Lʼarchivio fotografico che segna le immagini della nostra breve ma in-

tensa storia è in larga parte frutto della passione competente di

Guido

Corolaita,

sempre attento ad immortalare i momenti più importanti nella

vita del Fogolar: lʼattenzione che poneva nella fotografia si rispecchiava

anche nel carattere posato e riflessivo, assai simile alla “messa a fuo-

co”, per valutare sempre al meglio come operare per risolvere al meglio

le problematiche che gli si presentavano.

Di

prè Pieri Candusso

si dirà anche in altra parte di questo lavoro: mi

piace ricordarlo per le sue impreviste e rapide apparizioni in sede, sem-

pre in sella al suo fedele cavallo dʼacciaio, mai abbandonato anche do-

po il raggiungimento dei novantʼanni. Nelle sue celebrazioni liturgiche

ribadiva sempre i concetti della nostra tradizione assai prossimi ai prin-

cipi salesiani che avevano ispirato il suo voto religioso.

Quanta passione e quanto impegno ha profuso nella fase di avvio

Carlo

Felice!

Impegno anche fisico (canottiera per divisa) per frantumare a

colpi di mazza (assieme ad un altro… disperato!) lʼimpiantito sconnes-

so del salone trovato in condizioni precarie e da rifare di sana pianta.

Il tutto senza rinunciare a darsi tante… arie azzurrine a suon di sigaret-

te. Una dopo lʼaltra.

Ogni volta che gli impegni glielo consentivano avevamo tra noi in sede

lʼing.

Renato Chivilò, t

ra i primi a credere nellʼimportan-za del Fogolâr.

Appassionato giocatore di carte, assieme al fratello Bruno, trovava

sempre qualche cop-pia da sfidare ed allo stesso tempo il modo

dʼinteressarsi alle pro-blematiche in corso per dare sempre il proprio

parere.

Dalla condivisione delle iniziative derivava spesso, se vi era lʼesigenza,

un adeguato contributo economico.

Il comm.

Bruno Cuzzolin

ha ricoperto per circa un ventennio (1983-

2002) la carica di Presidente. Alla sua gestione vanno ricondotti tanti

traguardi raggiunti nel corso degli anni dal Fogolâr. Profondo conoscito-

re di storia ed in particolare di quella del Friuli impersonava fedelmente

la figura dellʼemi-grante, avendo iniziato la sua professione in Argentina

immediatamente dopo la fine degli studi. Appresi da lui che con la nave

del suo primo viaggio venne esportato un grosso carico di castagne

destinato probabilmente ai consumi degli italiani emigrati fin dalla fine

dellʼ800.

Emmery Cecchini

ha personificato il Fogolar di Verona per oltre un

ventennio: dinamismo, impegno, inventiva, organizzazione e capacità di

coinvolgimento erano doti naturali che gli consentivano di realizzare le

attività che si prefiggeva. La sua assidua presenza in sede, la program-

mazione di tante cene e feste, il ristoro… mobile nel corso delle gite so-

no tutti spunti di storia della nostra Associazione potuti realizzarsi per

la volontà e lo spirito di sacrificio di Emmery.

Mentre gli amici sin qui ricordati erano tutti di origine friulana, è dovero-

so ricordare con riconoscenza anche due soci simpatizzanti, convinti

anchʼessi che lo spirito di sincera amicizia del Fogolâr era anche il loro.

Baldon

non aveva impiegato troppo tempo per calarsi nella parte di so-

cio ad ogni effetto mettendo a disposizione di tutti (assieme a moglie,

fratello e cognata) la sua abilità di cuoco, esaltata da eccellenti risotti.

Claudio De Mattio

, della Val di Fiemme, rispecchiava nel carattere

schietto tanti tratti di quello friulano: serio, concreto, lavoratore, genero-

so verso il prossimo capace di dare, in virtù della sua preparazione pro-

fessionale, aiuto e consiglio a chi vedeva in difficoltà.

Alla scomparsa di Cecchini accettò con pieno altruismo di occuparsi del

voluto.

Ribadisco il mio convincimento personale e spero di tutti i soci che, in

occasione del quarantennio della nostra Associazione, andavano ricor-

dati con gratitudine gli amici che nel corso degli anni le incombenze del-

la sede che gli venivano affidate, dando continuità ed efficienza.i.

Rinnovo il mio sincero rammarico se si ravviseranno omissioni che

certamente non ho hanno accettato di condividere il cammino del Fogo-

lâr di Verona e che con la mente e con le braccia hanno dato il loro

generoso contributo.

Erreci

Uno dei “Polentars” del Fogolâr, Ottavio Baron, da Pontebba,

lasciato il suo cavallo, è intento alla cottura di una bella polenta.

Lʼing. Chivilò fra il Sig. Alberto Picotti (sx) e lʼon. Mario Toros (dx)

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Eʼ in corso di completamento un volume dal titolo: “

GLI

ANGELI DELLE TRINCEE: LE PORTATRICI CARNICHE

”, a cu-

ra del gen. Roberto Rossini, appassionato di storia patria.

Il volume, che dovrebbe avere circa 220-240 pagine, in forma-

to A-4, a colori e con oltre 450 immagini, vuole ricordare, in

un contesto ampio, il sacrificio delle circa 2.100 donne della

Carnia, che 100 anni fa sostennero logisticamente Alpini,

Fanti e Bersaglieri impegnati sui monti della Carnia per ben

27 mesi! Lʼunica donna insignita con una Medaglia dʼOro al

V. M., Maria Plozner Mentil, fu uccisa su quei monti, nel 1916.

Il volume sarà presentato al Fogolâr nei prossimi mesi.

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Claudio De Mattio in versione di… accompagnatore!