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Non è facile riuscire a condensare in poco più di una paginetta 40 anni

di vita di una Associazione, sia pure limitandosi soltanto per qualche

curiosità relativa alla sua vita.

Nel 1977, lʼ11 febbraio, alle ore 16,00, allʼHotel Verona, in Corso Porta

Nuova: inizia lʼavventura.

Uno sparuto gruppo di friulani, raggiunti e convocati con il classico,

sempre funzionante metodo del passa parola, si ritrovano in una saletta

dellʼHotel Verona (gestito da una coppia “mista”, lei, è la Signora Luisa

Salvador, friulana puro sangue, lui, il Signor Valbusa, veronese), per

“guardarsi in faccia” e per invitare tanti altri friulani a dare vita anche a

Verona ad una Associazione di Friulani cosi numerose negli altri Stati.

La sicurezza era la garanzia della Signora Brusini Bruna, anche lei

facente parte di una “coppia mista”: lei di Cividale e il Signor Melotti

della vicina Lessinia. Non fece tanta fatica a convincere i presenti che

anche a Verona ci sarebbe stato bene un Fogolâr, anche per dare un

qualche aiuto ai fradis de Piçule Patrie appena devastata da quel terribi-

le terremoto del 1976 che ben ricordiamo.

Il Sig. Paolino Muner, carnico, Alpino e con una vita trascorsa nelle

Ferrovie dello Stato a far andare i treni. Eʼ ripreso nel tipico costume

friulano, con “la Pipe fur da sachete”, ma sempre “sence un fregul di

tabac”! Eʼ il nostro valido Presidente Onorario del Fogolâr; di sicuro

il migliore dopo Giorgio Napolitano! Ma di poco meno!

E il Fogolâr nasce: unʼAssociazione intesa a sviluppare iniziative di

carattere sociale, culturale, ricreative e di solidarietà umana e sociale,

atte a consolidare i vincoli che legano i propri aderenti alla terra friulana

e, nel contempo, favorire una fusione morale, multiculturale e di solida-

rietà fra i friulani e i residenti in territorio veronese.

Cominciava il cammino del Fogolâr Furlan di Verona cammino che con-

tinua tuttora dopo quarantanni di attività. La domanda è dʼobbligo:

abbiamo assolto al compito che ci eravamo proposto?

Penso di sì ed anche in maniera molto soddisfacente.

Come prima manifestazione culturale, ci fu una conferenza su un tema

a noi congeniale: “Lʼemigrazione italiana e quella friulana in particolare”;

la tenne il Prof. Angelo Filipuzzi Ordinario di Storia Risorgimentale allʼU

niversità di Padova.

Non scenderò ad enumerare tutte le serate culturali di questi primi

quarantʼanni di vita, ma darò una cifra totale: 130 incontri spazianti su

tutto lo scibile umano e tenute da insigni studiosi dai più noti come il

Prof. Luciano Bosio professore allʼUniversità di Padova, il Dott. Ardito

Desio conquistatore del K2, il Prof. Saverio Cinti Professore allʼUni-

versità di Ancona.

Senza dimenticare i meno noti, ma non meno validi, come il Dott. Alber-

to Solinas attento studioso della Città di Verona sotto il profilo geo-

storico o il Prof. Franceschi studioso di ornitologia della Carnia; avem-

mo anche lʼonore di una conversazione tenuta da Padre Davide Maria

Turoldo. Piacevolissima e che tendeva alle riflessioni.

Più numerose furono le serate del sabato, circa 250, nelle quali si

alternavano serate di assaggi di specialità friulane, e non; a serate di

gioco a carte o semplicemente per quattro chiacchiere in compagnia,

naturalmente davanti ad un “tai” di quello nato dalle uve maturate sulle

belle colline del Friuli.

Incontri religiosi: noi friulani non siamo particolarmente portati alle pra-

tiche religiose ma per almeno due volte allʼanno, a Pasqua ed a Natale,

sentimmo la necessità di solennizzare la festa con lʼanimazione di un

Coro così, fin a quando tale compito non venne assunto in via perma-

nente dalla Corale nata in seno al Fogolâr. Ci servimmo dei Cori esi-

stenti in Friuli ed avemmo il piacere di ascoltarne ben 20 provenienti da

ogni angolo del Friuli.

Gli splendidi colori di alcuni costumi friulani del Coro del Fogolâr,

indossati da alcune splendide coriste…

Gite, chiamiamole gite, ma furono veri e propri viaggi culturali sotto ogni

punto di vista. Ogni anno venivano programmate due gite, una in Friuli

ed una nella nostra bella Italia.

Scorrazzammo in lungo ed il largo per la penisola e in ogni lembo di

terra del nostro Friuli. Negli ultimi anni lʼItalia era diventata troppo picco-

la e così le gite si allargarono al di fuori della Patria: in Grecia, Croa-

zia, Slovenia, Austria, Germania, Svizzera e perfino oltre lʼoceano in

Canada furono le nostre destinazioni.

Contate con cura: sono state oltre 80!

Mi piace ricordare particolarmente la prima chiamata “Minicrociera sul

Garda” alla quale parteciparono - con il piroscafo a ruota “Italia” e la

motonave “

Monte Baldo

” - ben 900 friulani provenienti da 11 Fogolârs

dellʼalta Italia.

Serate danzanti: fra gli scopi dellʼAssociazione prevedemmo come ca-

rattere proprio dellʼAssociazione anche quello ricreativo, quindi cosa cʼè

di più ricreativo di una sana ed allegra serata danzante?

Ne furono organizzate almeno due allʼanno per un totale di 70 circa e la

partecipazione fu sempre notevole: di friulani e di veronesi. Ricordo di

serate con 450 partecipanti e, in questo contesto, io dovevo fare co-

stantemente il cassiere; avevo sempre il mio bel daffare.

E veniamo ad altra attività sempre vanto dl nostro Fogolâr: disponibilità

verso i Fogolârs fratelli sparsi in Italia e nel Mondo.

Verona è crocevia fra i Paesi esteri ed il Friuli per cui è capitato di aver

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La Vos dal Fogolâr________________________________________________________________________________________________________________________________

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, di P. Muner