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Le chiese di una città hanno sempre rappresentato non solo il luogo per
le manifestazioni religiose, ma anche (e questo nei secoli passati assai
più di oggi) il punto di riferimento di ogni espressione comunitaria.
Testimonianza di civiltà, le chiese hanno chiesto alle arti l’apporto di
quei valori di armonia, di perfezione, di bellezza, che esprimessero l’a-
spirazione umana verso il divino; hanno fissato nelle iscrizioni marmo-
ree i ricordi più significativi di quei fatti che formano la storia, hanno
glorificato nei monumenti e nelle tombe i cittadini migliori, da cui le
nuove generazioni potessero trarre esempio e stimolo del bene opera-
re civile.
Il Duomo di Verona
Grandioso è stato in Verona il fiorire dell’architettura romanica. A fianco
di importantissime realizzazioni (Duomo, S. Giovanni in Valle, S. Stefa-
no, Chiesa Inferiore di San Fermo), Verona può vantare un esempio di
eccezionale interesse che è la basilica di S. Zeno.
Passando al periodo gotico, esso si afferma in quella grandiosa costru-
zione che è S. Anastasia, nella chiesa Superiore di S. Fermo, nella
struttura interna del Duomo, in S. Maria in Organo.
Di uno stile neogotico si è soliti parlare delle chiese di S. Bernardino e
S. Chiara. Nel Rinascimento fioriscono artisti come Badile, Morone, Gi-
rolamo dei Libri, Falconetto, Caroto, Giordino, Farinati che lo hanno ar-
ricchito, e che ha il suo apice con il Veronese, di cui abbiamo la pala di
S. Giorgio (nell’omonima chiesa) e la pala Marogna nella chiesa di S.
Paolo. Il Rinascimento ci ha lasciato altri luminosi esempi nelle strutture
interne di S. Giorgio e nel tempio a pianta centrale di Madonna di Cam-
pagna, opere legate al nome del grande architetto Michele Sammicheli;
il quale ha costruito opere di raffinata eleganze nelle inquadrature mar-
moree di molti altari in chiese come il Duomo, S. Anastasia, S. Fermo.
Ma, a dimostrare quanto Verona fosse aperta ad artisti esterni, sono
pre-senti in molte chiese pittori come Tintoretto, Savoldo, Moretto,
Romanino, Guercino e il grande Mantegna, di cui resta lo stupendo e
famoso trittico di S. Zeno.
La vena pittorica della scuola veronese continua nel 600 con il Brusa-
sorzi, il Ridolfi, il Bassetti, il Turchi ed il Creara. Il Settecento offre opere
di singolare bellezza con il Balestra e con il Cignaroli.
La scultura dà importanti testimonianza della sua vitalità nel periodo ro-
manico; assai meno vivace nel periodo gotico e rinascimentale, si af-
ferma invece con sicurezza nei secoli successivi, particolarmente come
arte integrativa nelle composizioni degli altari.
Le chiese di Verona possono gloriarsi anche di prestigiose opere in
legno, quali sculture e tarsie per i cori, gli stalli, gli armadi delle sacre-
stie, che arricchiscono chiese come S. Giorgio, S. Nicolò e, in modo
eccelso, S. Maria in Organo, dove tutti possiamo ammirare quelle tarsie
di Fra Giovanni che rappresentano un capolavoro (a mio avviso ) insu-
perabile.
Moltissime chiese inoltre annoverano tombe, monumenti, lapidi a ricor-
do di insigni cittadini veronesi. I chiostri di S. Bernardino, vero grande
cimitero prima ed anche dopo le leggi napoleoniche, conservano molti
sepolcri e lapidi con iscrizioni di alto valore letterario.
Ed a fianco delle glorie cittadine il visitatore troverà pure documentazio-
ni di vicende storiche da cui Verona e il suo circodario è stata colpita
(incendi, terremoti, alluvioni dell’Adige, invasioni devastatrici di locuste
ecc.) e ogni altro malanno pensabile.
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La Vos dal Fogolâr____________________________________
Guida storico-artistica delle chiese di Verona
, di G. Piccoli




