16
La Signora Daniela Rigoni, nostra socia e brillante componente del
Coro del Fogolâr Furlan della nostra città ha fatto pervenire alla reda-
zione del periodico un breve articolo, corredato da fotografia, tratto dalla
rivista “Donna Moderna”. Tratta di un’antica manifestazione, di chiara
derivazione nordica, che ha luogo nel bel paese carnico di Sauris, ben
noto a molti per la straordinaria eccellenza del suo prosciutto crudo
affumicato e degli altri prodotti suini similari prodotti in uno (l’unico)
prosciuttificio esistente nella località suddetta.
Lo visitammo qualche anno fa, ma inviterei il Presidente Ottocento ad
esaminare la possibilità di tornarci nella bella stagione per tornare a
gioire del piacere di riassaggiarlo sul posto. Pensaci Enrico, pensaci!
Ringraziamo la Signora Daniela per la sua collaborazione e le racco-
mandiamo di scrutare bene le pagine delle prossime “Donna Moderna”
per po-ter continuare questa gentile e gradita collaborazione.
Ecco riprodotto l’articolo.
Vediamo di saperne un po’ di più: l’argomento pare interessante.
Il Carnevale di Sauris - uno dei più antichi dell’arco alpino italiano - si
svol-ge ogni anno, dura diversi giorni e si conclude il sabato che prece-
de il mer-coledì delle Ceneri.
La manifestazione, molto suggestiva, che quest’anno ha avuto luogo il
14 febbraio, è denominata “
La notte delle Lanterne
” e vede quali
protagoniste principali due maschere: il “
Roelar
” e il “
Kheirar
”. La prima
(il Roelar) è una figura magica demoniaca, che si presenta con la faccia
annerita dalla fuliggine e che si muove avvertendo la gente presente
affinché inizi a prepararsi per la mascherata che seguirà.
Il Roelar deve il suo nome ai roein, cioè a grandi sonagli che porta
legati attorno alla vita e che agita in continuazione. E’ una figura elet-
trizzante sempre vestita di scuro.
La seconda (il Kheirar) è il re delle maschere, tiene il volto celato da
una maschera di legno, ha i vestiti laceri e tiene saldamente in mano
una scopa che usa per battere sulle porte delle abitazioni nelle quali
vuole entrare.
Una volta entrato, spazza accuratamente il pavimento, per introdurre
successivamente ed a turno coppie di altre maschere che ballano
antiche danze al suono di alcune pazienti fisarmoniche.
Le maschere sono divise in maschere belle dette “scheana schembin” e
in maschere brutte (schentena schembin)
Oggi, il rito che un tempo si svolgeva anche nelle case trova svolgimen-
to negli angoli più suggestivi del paese e nei locali pubblici.
In breve, le maschere si ritrovano nella piazza di Sauris di Sopra da
dove, accompagnate da “Roelar” e “Kheirar” ed a un certo punto, sul far
della sera, si muovono in corteo, seguite da spettatori e curiosi, si
inoltrano in un bosco vicino, seguendo un suggestivo percorso notturno
ben illuminato da buon numero di lanterne, che possono essere noleg-
giate prima della par-
tenza del corteo.
Il percorso si snoda
fra gli alberi ed attra-
versano i prati inneva-
ti, soffermandosi in
corrispondenza di ca-
ratteristici “Stavoli” di
pietra, presso i quali ci
si può riscaldare gu-
stando del bollente e
corroborante vin brulé.
Il corteo da Sauris di
Sopra giunge così a
Sauris di Sotto, pro-
seguendo i festeggiamenti e convergendo verso un grande falò propi-
ziatorio, acceso in una radura, dove si danza nella suggestione della
luce provocata dalle fiamme e dal vigore originato dalle abbondanti
bevute di brulé, vino e grappa.
Al posto ristoro si possono degustare i piatti tipici della valle (prosciutto
e speck affumicati, minestrone d’orzo e fagioli, musetto e crauti, for-
maggio latteria, birra artigianale rossa e dolci) e così, ben alimentati a
dovere tutti, la serata prosegue con danze, allegria e premiazione dei
gruppi mascherati, fino all’esaurimento ed il conseguente… recupero.
____________________________________
La Vos dal Fogolâr__________________________________________________________________________________________________________________________
Sauris, a lume di candela
,
di R. R.




