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La Signora Daniela Rigoni, nostra socia e brillante componente del

Coro del Fogolâr Furlan della nostra città ha fatto pervenire alla reda-

zione del periodico un breve articolo, corredato da fotografia, tratto dalla

rivista “Donna Moderna”. Tratta di un’antica manifestazione, di chiara

derivazione nordica, che ha luogo nel bel paese carnico di Sauris, ben

noto a molti per la straordinaria eccellenza del suo prosciutto crudo

affumicato e degli altri prodotti suini similari prodotti in uno (l’unico)

prosciuttificio esistente nella località suddetta.

Lo visitammo qualche anno fa, ma inviterei il Presidente Ottocento ad

esaminare la possibilità di tornarci nella bella stagione per tornare a

gioire del piacere di riassaggiarlo sul posto. Pensaci Enrico, pensaci!

Ringraziamo la Signora Daniela per la sua collaborazione e le racco-

mandiamo di scrutare bene le pagine delle prossime “Donna Moderna”

per po-ter continuare questa gentile e gradita collaborazione.

Ecco riprodotto l’articolo.

Vediamo di saperne un po’ di più: l’argomento pare interessante.

Il Carnevale di Sauris - uno dei più antichi dell’arco alpino italiano - si

svol-ge ogni anno, dura diversi giorni e si conclude il sabato che prece-

de il mer-coledì delle Ceneri.

La manifestazione, molto suggestiva, che quest’anno ha avuto luogo il

14 febbraio, è denominata “

La notte delle Lanterne

” e vede quali

protagoniste principali due maschere: il “

Roelar

” e il “

Kheirar

”. La prima

(il Roelar) è una figura magica demoniaca, che si presenta con la faccia

annerita dalla fuliggine e che si muove avvertendo la gente presente

affinché inizi a prepararsi per la mascherata che seguirà.

Il Roelar deve il suo nome ai roein, cioè a grandi sonagli che porta

legati attorno alla vita e che agita in continuazione. E’ una figura elet-

trizzante sempre vestita di scuro.

La seconda (il Kheirar) è il re delle maschere, tiene il volto celato da

una maschera di legno, ha i vestiti laceri e tiene saldamente in mano

una scopa che usa per battere sulle porte delle abitazioni nelle quali

vuole entrare.

Una volta entrato, spazza accuratamente il pavimento, per introdurre

successivamente ed a turno coppie di altre maschere che ballano

antiche danze al suono di alcune pazienti fisarmoniche.

Le maschere sono divise in maschere belle dette “scheana schembin” e

in maschere brutte (schentena schembin)

Oggi, il rito che un tempo si svolgeva anche nelle case trova svolgimen-

to negli angoli più suggestivi del paese e nei locali pubblici.

In breve, le maschere si ritrovano nella piazza di Sauris di Sopra da

dove, accompagnate da “Roelar” e “Kheirar” ed a un certo punto, sul far

della sera, si muovono in corteo, seguite da spettatori e curiosi, si

inoltrano in un bosco vicino, seguendo un suggestivo percorso notturno

ben illuminato da buon numero di lanterne, che possono essere noleg-

giate prima della par-

tenza del corteo.

Il percorso si snoda

fra gli alberi ed attra-

versano i prati inneva-

ti, soffermandosi in

corrispondenza di ca-

ratteristici “Stavoli” di

pietra, presso i quali ci

si può riscaldare gu-

stando del bollente e

corroborante vin brulé.

Il corteo da Sauris di

Sopra giunge così a

Sauris di Sotto, pro-

seguendo i festeggiamenti e convergendo verso un grande falò propi-

ziatorio, acceso in una radura, dove si danza nella suggestione della

luce provocata dalle fiamme e dal vigore originato dalle abbondanti

bevute di brulé, vino e grappa.

Al posto ristoro si possono degustare i piatti tipici della valle (prosciutto

e speck affumicati, minestrone d’orzo e fagioli, musetto e crauti, for-

maggio latteria, birra artigianale rossa e dolci) e così, ben alimentati a

dovere tutti, la serata prosegue con danze, allegria e premiazione dei

gruppi mascherati, fino all’esaurimento ed il conseguente… recupero.

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La Vos dal Fogolâr__________________________________________________________________________________________________________________________

Sauris, a lume di candela

,

di R. R.