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Il periodico di luglio riportava la dipartite di due Signore. Due nomi che

ai più non dicono niente, ma per i pochi rimasti – come me – sono due

nomi che meritano qualche parola di più, in loro memoria.

La Signora Olga che in novembre avrebbe coronato i suoi 100 anni di

vita. Oltre alla Signora Ida che la seguiva, in anzianità, di pochi anni.

Due signore che hanno dato molto al nostro Fogolâr, negli anni dalla

nascita e fino a che le forze glielo hanno permesso.

La Signora Olga e il marito li trovavi sempre presenti al Fogolâr: lui -

segretario - in ufficio, lei in cucina. Lui un burbero dal cuore d’oro, Lei

buona e gentile; sempre paziente con tutti.

Le domeniche d’inverno ci si ritrovava al Fogolâr senza un programma,

per il solo piacere di stare tutti riuniti, assieme con i nostri bambini. Per

loro c’era sempre una cioccolata calda, preparata da nonna Olga.

Tutti le volevamo bene: piccoli e adulti; non solo per la cioccolata, ma

per la serenità ed il senso di bontà che sapeva trasmettere.

La Signora Ida amava insegnare canzoncine e strofette in friulano ai

bambini che - per amore del vero - preferivano giocare. E così, dopo un

po’ di tempo si stancavano tutti: la Ida ed i bambini.

Povera Signora Ida, ce la mise tutta per imbastire una recita senza però

riuscirci. I nostri bambini, bisogna confessarlo, erano una bella squa-

dretta di birichini…!

Come dimenticare queste due donne? Ora quei bambini sono, a loro

volta, genitori e noi siamo nonni, che ben volentieri preparerebbero la

cioccolata: a ma chi? Al Fogolâr, ora, di bambini non ce ne sono più.

Nilla Locatelli

Si, è vero, lo ricordo bene.

La Signora Ida fu, con la Signora Melotti la seconda componente del

nostro Fogolâr, consigliere nel primo Consiglio Direttivo; era animatrice,

con il compianto Roberto Deotto, delle feste danzanti, che allora si or-

ganizzavano in sede e delle festicciole di Babbo Natale e della Befana

quando, oltre che alle danze, si dedicava anche a tenere occupati ed a

far giocare e divertire i bambini che, in quegli anni, frequentavano nu-

merosi e sempre vivaci a più non posso la sede, con i loro genitori.

Nella nuova sede aderì entusiasticamente all’idea delle serate culinarie

e per lunghi anni fece parte dei gruppi della “

signore delle cene

”.

Poi l’avanzare dell’età ed il sorgere di altri interessi fecero diradare la

sue presenze, ma non per questo cessò di pensare al Fogolâr con gli

amici e conoscenti.

Paolino Muner

Ringraziamo le due Signore, che furono anima del Fogolâr tanti anni fa.

Con una nota d’apprezzamento al Sig. Paolino Muner, che possiamo

nominare d’ufficio “menoria storica del sodalizio”. Ro. Ro.

Nel numero scorso de “La Vôs dal Fogolâr”, appariva, nell’ultima pagi-

na, un articolo relativo al “compleanno” della Torre Eiffel di Parigi (125

anni) ed al compleanno del Maestro Claudio Tubini, di Castel d’Azzano

(80 anni), direttore del Coro del Fogolâr stesso.

Un confronto alquanto poco ortodosso, lo confesso, ma rivolto in modo

un po’ goliardico ed in modo amichevole. Devo ben “beccare” Claudio!

Il Maestro ha risposto con la lettera che pubblichiamo, facendo delle

giuste e facete osservazioni, che piace portare all’attenzione dei lettori.

Ecco l’immarcescibile Maestro Claudio Tubini, in… diretta.

Egregio Direttore,

ho ricevuto con piacere l’ultimo numero de “La Vôs dal Fogolâr”, nella

cui ultima pagina c’è un buon (si fa per dire…) servizio che mi riguarda.

Ho apprezzato il tutto

(n.d.r: che “busier”!),

però mi permetta qualche

precisazione, per le quali dall’articolo di sinistra a quello di destra ed alle

fotografie

(n.d.r.: il Maestro si riferisce all’articolo in ultima pagina, del

mese di ottobre scorso

).

Innanzi tutto: grazie per i complimenti e gli auguri per i miei primi 80

anni (16 lustri, dice Lei), anche se, (dice ancora Lei), con segni di rug-

gine superiori a quelli della Torre Eiffel (la quale mi sembra esserle mol-

to simpatica…) con la quale mi raffronta. E di ciò, sia ben chiaro, non

ne sono molto entusiasta (non sono molto “francesiano”…).

Mi permette? In francese, 80 si dice “quatre-vingts”, quindi io ho quattro

volte 20 anni. Venti anni, capito?

E allora si può anche ben capire perché le quattro signore del Fogolâr,

fotografate con me, sono tutte sorridenti. Ne hanno ben donde. Di cosa

potrebbero sorridere per la Sua cara Torre Eiffel: me lo dica Lei…!

Ecco la foto in questione, che riprende il nostro buon…”Marpione”.

La sua torre ha quattro gambe, grandi e slanciate, dice lei. Io ne ho solo

2, che però camminano ancora alla grande (e spero ancora per tanto

tempo), non sono per niente arrugginite, contrariamente alle notizie che

sembrano essere in Suo possesso, mentre la Torre è lì da ben 125

anni; non si muove e di ruggine ne ha ben parecchia.

Sono ben portati i suoi 125 anni, dice sempre Lei, più di quanto io porti

i miei 4 volte 20. Posso permettermi di chiederLe, però, quanto costa la

continua manutenzione e liftin? Io, invece, vado ad acqua e sapone

Io ho fatto l’Alpino (e quindi continuo ad esserlo) e porto sulla testa, a

pieno diritto, il relativo storico cappello. La Torre, tutt’al più può avere

sulla testa le nuvole o la nebbia o lo smog. Ben altra cosa!

Io ho scalato – e scalo tutt’ora – montagne e ghiacciai, ben al di sopra

dei miseri 300 metri d’altezza della torre. Ho fatto cantare – e lo faccio

tutt’ora – persone e cori; la Torre non canta proprio. Al massimo la si

può far apparire bella solamente a mezzo di luci e fuochi d’artificio.

Infine, conoscendo le di lei simpatie calcistiche, io – modestamente –

tifo per l’Hellas Verona, per il Chievo e, sotto sotto, anche per l’Udinese

(sarà per il dubbio sulla mia origine?), mentre la Torre, con tutta la sua

“Grandeur” (come del resto quella di tutti i francesi) tutt’al più potrà tifare

per il “Paris Saint Germain”: non c’è storia, ragazzi!

Con molta cordialità. Suo Claudio Tubini

Caro Maestro: bravo hai dato una buona risposta. Bravo: ma, intesi,

solo per questa volta: sai, è Natale…! E poi seguo anch’io Hellas Vero-

na e Chievo, oltre alle “Zebrette” Ro. Ro.

__________________________La Vos dal Fogolâr_____________________________________________________________________________________________________________________________________

La Olga e la Ida: due

“madrine” del Fogolâr

,

di N. Locatelli

Lettera alla Redazione

,

di Roberto Rossini