Background Image
Table of Contents Table of Contents
Previous Page  14 / 20 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 14 / 20 Next Page
Page Background

14

LA MARI DAL ALPIN-LA MADRE DELL’ALPINO

L’alpin l’è lât in guere L’alpino è andato in guerra

e inmô no l’è tornât; e ancora non è tornato;

ma inmô la mame ‘e spere ma la mamma spera ancora

e dut ‘e à preparât. e tutto è pronto.

La cjamare jé pronte La camera è pronta

l’è pront ancje il vistit; è pronto anche l’abito;

l’è dut come che volte è tutto come quella volta

che lui al è partit in cui lui è partito.

Tros ains ormai po sono Quanti anni sono ormai

c’al è lontàn pal mont? che è in giro per il mondo?

Je’ e tente di contâju, Lei cerca di contarli

ma plui no sa fa cont. ma non sa più fare il conto.

Jè vècie ormai la mame La mamma ormai è vecchia

e à za i ciavèi duc gris; e ha già i capelli grigi;

la schene e jé pleade la schiena si è piegata

a fuarze di fadis.

a forza di faticare.

Ma je nancie no i bade Ma lei non ci bada per niente

e pense dome al fì; e pensa solo al figlio;

son mês che vif in pene sono mesi che vive in pena

e no po plui durmì.

e non può più dormire.

E vegle te cusine

Veglia in cucina

vicin dal fogolâr;

vicino al focolare;

la cògome jè cialde

la caffettiera è calda

la cene te l’armâr. la cena è riposta nell’armadio.

La ùltime so letare

La sua ultima lettera

platade l’à tal sen;

la tiene nascosta nel seno;

jè cheste la speranze è questa la speranza

che i reste dal so ben. che gli resta del suo bene.

Je vegle, e i vôi no siare Ella veglia e non chiude gli occhi

par pôre da siun;

per paura d’addormentarsi;

e guài mo se si stude e guai se si dovesse spegnere

sot chel quadrût la lum! la luce sotto quel quadretto!

Chel quadri je lu ciale Lei quarda quella foto

lu busse plan planchin; la bacia pian pianino;

s’ingrope, ma no vai

si commuove ma non piange

la mame d’un alpin!

la mamma d’un alpino!

”.

Lui simpri j’ al diseve Lui glielo diceva sempre

ciàlanle cun amôr;

guardandola amorevolmente;

je spiète cun fidùcie

lei aspetta con fiducia

la gràzie dal Signôr.

la grazia del Signore.

La Signora Maria Mauro ci ha mandato questa breve e commo-

vente poesia, scritta dal poeta Rino Borghello.

Si è commossa, ci dice, pensando alla sua bisnonna che aveva

perso due figli nella Grande Guerra 1915-18.

Sentimento giustissimo, che oltre 13 milioni di mamme avranno

sentito prima di lei, considerando il numero dei tanti, troppi,

soldati Caduti in Europa.

Quante sofferenze pa-

tite dalle tante mamme

che fremevano nelle

loro case per la sorte

del figlio e si affidava-

no, fra l’altro, alla be-

nedizione della Madon-

na, madre spirituale di

tutti gli uomini!

Quante altre donne a-

vranno atteso il ritorno

del figlio, del marito del

fratello come “La mari

del Alpin?”.

Con la stessa tenerez-

za, con lo stesso sen-

so di speranza, con im-

mutata Fede.

Tante purtroppo!

Per tante l’attesa sarà

vana: il figlio, il marito,

il padre lontano non

c’è più, divorato dalle

fauci insaziabili della Morte, rapace impietosa delle trincee.

Ricordate i “Scarpez”, i calzari in stoffa che le donne facevano con i

mezzi di fortuna? Erano scarpe povere, di fortuna: tanto per non andare

scalzi: uomini e donne. Beh: sono tornate di moda. Adesso sono

“Glam”, come riferisce la rivista “Donna moderna” di qualche mese fa.

__________________________La Vos dal Fogolâr_____________________________________________________________________________________________________________________________________

La guerra impone le sue leggi impietose