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nonostante avessimo perso: vuoi mettere, Malborghetto quattro volte in
televisione, su RAI UNO!
Ma non è finita qui, poiché era prevista una gara finale tra i partecipanti
che avessero vinto cinque volte, ma soltanto tre cuochi avevano rag-
giunto quel traguardo e, per rendere più interessante la competizione,
fu fatto uno spareggio fra quelli che di vittorie ne avevano quattro. Noi
vincemmo e arrivammo alla semifinale, nella quale, in una sfida tra
friulani, avemmo la meglio sui colleghi della Locanda “Al Grop" di Tava-
gnacco, arrivando alla finalissima, nuovamente contro i piemontesi di
Varzo, i quali ci batterono ancora una volta, Siamo arrivati solo secondi,
ma i festeggiamenti furono sontuosi!".
"Guarda, Alfredo, tutto ciò, è bene sottolinearlo, va controcorrente
rispetto ai luoghi comuni della gente, che riconosce volentieri ai
friulani di essere un popolo di grandi lavoratori, ma pensa siano
sempre musoni, che non ridono mai.
(P.S. fuori campo: girovagando su Internet, in funzione della stesura di
questa intervista, ho trovato l'avviso del seguente appuntamento, ormai
scaduto
:
"RICORDATEVI !!!!! QUESTA SERA , DALLE 18.00 IN POI,
SUL PIAZZALE ANTISTANTE IL LOCALE, GRANDE FESTA DI
RINGRAZIAMENTO PER LA PROVA DEL CUOCO. DA BERE E DA
MANGIARE PER TUTTI, NATURALMENTE GRATIS !!!!! FINO AD
ESAURIMENTO DELLE SCORTE"
).
"Chi assaggiava i piatti che voi e gli altri cuochi preparavate in
trasmissione?".
"Nessuno li assaggiava e, nell'ultima puntata, bisogna dire che è stata
una fortuna, perché i colleghi del Piemonte, per sbaglio, cucinarono dei
funghi velenosi! In generale, comunque, devi considerare che gli ingre-
dienti sono in viaggio, in condizioni non certo ottimali, fin dal martedì e,
poi, si tratta di mettere in tavola piatti che richiederebbero tempi di
preparazione più lunghi di quelli possibili nella trasmissione, per cui si
predisponevano le pietanze nei vari stadi di preparazione, tenendole
sotto il banco.
Nella diretta, come si vede da casa, noi eseguivamo le varie operazioni,
come se partissimo in quel momento e, di volta in volta, facevamo
apparire, con... un gioco di prestigio, i piatti semilavorati, fino ad arrivare
al piatto finito.In realtà si tratta di piatti da "vetrina televisiva", certamen-
te commestibili, ma non proprio da ristorante: però, se vieni qui da noi,
li puoi vedere e mangiare dal vivo!
Ieri sera, pensa un po', sono venuti qui a cena i nostri "nemici storici", i
cuochi piemontesi che ci avevano battuto: ci avevano avvisato qualche
tempo prima e gli avevamo prenotato l'albergo. Poi, nel pomeriggio, per
coincidenza, sono passati di qui a salutarci anche i colleghi di Tava-
gnacco, che non sapevano niente!
Ci siamo trovati così insieme i tre primi classificati della gara. E' stata
una grande tavolata tra amici, ma non sono stati serviti funghi piemon-
tesi!".
Ho chiuso qui l'intervista, ma sarà bene completarla, spiegando in che
cosa consista il "menù storico" citato all'inizio e che, assieme alle spe-
cialità locali e della vicina Carinzia, costituisce uno dei punti di forza
della Giusi.
E' necessario partire da alcune notizie sul paese, le cui origini si perdo-
no nel tempo.
Il comune di
Malborghetto-Valbruna
, situato a poca distanza dagli
impianti sciistici di Tarvisio e della Carinzia é formato da più frazioni,
che costituiscono ottimi punti di partenza per escursioni di varia difficol-
tà. In esse coesistono, accanto all'italiano, altre tre lingue, parlate fin dai
tempi antichi, cioè lo sloveno, il tedesco (queste due addirittura dal me-
dioevo) e il friulano, retaggio delle differenti origini delle popopazioni,
che generalmente parlano o, quanto meno, comprendono le quattro lin-
gue diverse.
Per gli amanti della bicicletta, oltre a vari percorsi locali che interessa la
Slovenia e la Carinzia, c'è la pista ciclabile Alpe Adria, la quale, utiliz-
zando, nella parte italiana, il percorso della linea ferrovia dismessa,
mira a congiungere Salisburgo con Grado. Merita una sosta
Bagni di
Lusnizza
, famosa per le sue acque solforose e luogo ideale per un pic-
nic.
Nel capoluogo vi troviamo il cinquecentesco
Palazzo Veneziano
, nel
quale è permanentemente visitabile il
Museo Etnografico
, che rac-
conta storia, peculiarità ambientali e tradizioni del territorio della Comu-
nità montana Valcanale-Canal del Ferro, dove è anche presente un'inte-
ressante sezione dedicata alla Foresta di Tarvisio (almeno un'occhiata
merita il bellissimo acero centenario, nel cortile interno).
Il Palazzo Veneziano, inoltre, ospita da anni l'evento enogastronomico
Ein Prosit,
che si tiene a fine novembre a Malborghetto e in vari ri-
storanti di Tarvisio.
Nell'alto medioevo Malborghetto appartenne, come tutta la Valcanale, ai
principi-vescovi di Bamberga, dai quali prese il nome di Bambergeth,
poi Bomborghetto, mutandolo successivamente in Malborghetto, forse
in ragione delle continue contese tra l'impero Asburgico e la Repubblica
Serenissima o forse dopo un furioso incendio che, verso la metà del
1300, lo distrusse. Rapidamente ricostruito e tornato in mano austriaca,
si oppose tenacemente all'esercito francese, nel corso delle campagne
napoleoniche, che lo conquistò, malgrado la strenua difesa della fortez-
za eretta all'imboccatura della valle.
Da parte austriaca vi erano 390 soldati, con 10 pezzi d'artiglieria tra
obici e cannoni, agli ordini del capitano Friedrich Hensel, che resistette-
ro per tre giorni, dal 14 al 17 maggio, contro l'esercito francese, forte di
15.000 uomini al comando del viceré Eugenio di Beauharnais. Nello
scontro perirono 350 austriaci, tra cui ll comandante, mentre da parte
francese le perdite furono ingenti: nella sola giornata del 17 caddero
ben 1.300 uomini.
Nei documenti che ricordano, assieme a quel lontano episodio, rac-
contano la normale vita della guarnigione, vengono citate le spettanze e
la composizione del rancio dei soldati e degli ufficiali, che, opportuna-
mente rivisitato ha portato alla formulazione del "menu storico", che
Alfredo e Giusi hanno portato nella trasmissione.
Molto bene! A noi non resta che complimentarci con i due cuochi della
Val Canale e un pochino anche con i Signori Della Puppa che ce li
hanno “raccontati”. Il prossimo passo? Elementare Watson,. I due cuo-
chi potrebbero venire al Fogolâr per farci capir meglio. O no! R. R.
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La Vos dal Fogolâ__________________________________




